3 Aprile 2025 Giudiziaria

Femminicidio Sara Campanella, Stefano aiutato a fuggire dalla madre?

Un biglietto della madre di Stefano Argentino lasciato per l’altro figlio insospettisce gli inquirenti messinesi, tanto da far loro ipotizzare che la donna voleva aiutarlo a fuggire. Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Eugenio Fiorentino nel provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dopo aver convalidato il fermo e aver interrogato il giovane. Il biglietto è stato rinvenuto dai Carabinieri durante i controlli della notte dell’arresto: la donna spiega all’altro figlio che ha bisogno di allontanarsi per un pò, per motivi di salute. Dai successivi accertamenti non è però emerso alcun problema di salute della donna.

«E' stato acquisito un biglietto, - spiega il GIP - scritto dalla madre dell’indagato, nel quale la donna faceva riferimento alla necessità di allontanarsi per un po,' con la scusa di curarsi, nonostante dai successivi accertamenti non risultassero suoi particolari problemi di salute. Dietro l’allontanamento si nascondeva la volontà della donna di aiutare il figlio a non farsi trovare».

«Argentino ha agito con crudeltà e le modalità della sua condotta palesano la volontà di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive rispetto al normale processo di causazione della morte». Lo scrive il gip di Messina che ha convalidato il fermo di Stefano Argentino, lo studente che ha ucciso la collega di università Sara Campanella. Il giudice parla anche di premeditazione e risoluzione criminosa. Il giovane si era portato dietro il coltello per uccidere.

Ad Argentino la Procura di Messina contesta anche l’aggravante di aver agito per motivi abietti e futili. Per il giudice, vista la natura violenta dell’indagato e la sua incapacità di frenare i propri istinti, c'è il rischio che possa compiere altri gesti simili.

La madre di Stefano oggi era a Messina insieme alla nonna del ragazzo. Ha atteso l’avvocato Raffaele Leone, che ha assistito il ventisettenne durante l’interrogatorio di garanzia dei magistrati e l’udienza di convalida del giudice e, tra le lacrime, ha espresso un pensiero per la famiglia di Sara e per la ragazza. “Che posso dire, posso solo piangere per Sara”, ha detto la madre di Stefano, addolorata anche per famiglia di Misilmeri. La donna ha chiesto di poter incontrare il figlio in carcere. “Siamo fiduciosi che la richiesta troverà accoglimento”, ha spiegato l’avvocato Leone, che ha rimesso il mandato difensivo dopo l’interrogatorio di garanzia e consegnerà tutto all’avvocato Junio Celesti.