2 Aprile 2025 Cronaca di Messina e Provincia

“Non c’è più colore, non c’è più il nostro sole”: il dolore della mamma di Sara dopo il femminicidio

“Non c’è più colore, non c’è più il nostro sole, non c’è più la brezza del mare che tu amavi tanto. Non c’è più aria. C’è solo buio e abisso”. È il cuore della lettera pubblicata sui social dalla mamma di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a Messina da un collega di facoltà.

Una voce rotta dal dolore, ma lucida, che racconta la tragedia vissuta e lancia un appello: “Pensava di poter gestire quel no. Perché non era niente per lei. Non stavano insieme. Lei voleva solo che la lasciasse stare, voleva vivere, sognare, laurearsi”.

Sara stava per iniziare una tesi sperimentale in oncologia. “Voleva poi specializzarsi e fare anatomia patologica, per occuparsi di autopsie. E invece l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita”. Parole crude, che non lasciano spazio ai fraintendimenti. Parole necessarie. Perché, come scrive la mamma, “bisogna sempre parlare per denunciare”.

Un futuro spezzato

Sara aveva sogni chiari. Studiava Tecniche di laboratorio biomedico, amava la scienza, il futuro. Ma quel futuro si è fermato all’improvviso, in un’aula di università trasformata in teatro di violenza. “Non sapevamo che era perseguitata – scrive la madre –. Lei credeva, con coraggio, di poter gestire quella pressione. Non voleva nulla da lui, solo libertà”. Libertà che le è stata negata con la forza.

“Aiutatemi a darle voce”

Nel messaggio, la mamma affida ai ricordi la speranza di tenere viva Sara. Un concerto dei Coldplay, il sorriso, la felicità di un momento condiviso: “Lo abbiamo fatto, ci siamo andati! Tu eri felice…”. Poi cita i versi della canzone All My Love: “Hai tutto il mio amore. Anche se piove, rimane. Per ora e per sempre, fino alla fine dei miei giorni”. Infine, l’appello: “Aiutatemi a dare voce a Sara”. Perché nessuna giovane donna debba più pagare con la vita il coraggio di dire no.