Giudiziaria / 12 Febbraio 2026
Le mani di Cosa nostra anche sul piano della banda ultra larga. Al centro dell’indagine il barcellonese Mario Aquilia, condannato per mafia
Non solo il nuovo Ponte sullo stretto, ora la mafia punta dritto anche al grande progetto della transizione digitale finanziato con i fondi del Pnrr e cioè il Piano strategico banda ultra larga(Bul). E’ un inedito assoluto a livello nazionale quello che emerge dall’indagine della Dia di Milano coordinata dal colonnello Giuseppe Furciniti. Ed è un inedito che se pur non coinvolgendole direttamente apre uno squarcio sulle modalità di controllo delle società partecipate dal governo italiano che sono garanti del piano strategico per il paese. Per quattro anni, infatti, a partire dal 2022 la Semis srl controllata di fatto dal messinese Mario Aquilia, coinvolto nelle operazioni antimafia Pozzo 2 e Gotha, condannato per mafia e per aver favorito il clan di Barcellona Pozzo di Gotto, seppur già interdetta in via definitiva ha incassato 4,5 milioni di lavori da due società, la Telebit spa e la Inpower Group Consorzio Stabile, che a loro volta avevano ricevuto l’appalto dalla non indagata Open . . .