Giudiziaria / 2 Novembre 2026
La denuncia di Nino Di Matteo e il ruolo della DNA nelle indagini sulle stragi. Le preoccupazioni del Coordinamento Nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati
Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Familiari delle vittime di stragi e attentati esprime forte preoccupazione per quanto appreso dalle colonne del Fatto Quotidiano sulla denuncia, risalente ad alcune settimane fa, del magistrato Antonino Di Matteo, relativa all’annichilimento di fatto del “pool stragi” previsto dal progetto organizzativo formalmente in vigore presso la Direzione nazionale antimafia. Si tratta di una vicenda gravissima che riguarda proprio il tema più caro al Coordinamento. Già da tempo abbiamo denunciato l’azione della Commissione antimafia mirata a ostacolare una ricostruzione compiuta e dettagliata del progetto stragista che ha accompagnato l’abbattimento della prima repubblica e la costituzione dei nuovi equilibri politici e istituzionali consolidatisi dal 1994. Sapere che anche alla Dna, nell’attività di coordinamento delle indagini, si operi impedendo la circolarità delle informazioni fra gli uffici giudiziari e i magistrati del pool stragi è circostanza che impone l’approfondimento sia mediante la doverosa audizione in Commissione antimafia dei magistrati Nino Di Matteo e Giovanni Melillo sia presso . . .