Giudiziaria / 26 Giugno 2026
Ponte, Ciucci all’indagato: “Vinciamo al Totocalcio?”. La replica dell'amministratore delegato della Stretto di Messina Sparacino
Di Vincenzo Bisbiglua - “Abbiamo vinto al Totocalcio?”, domanda candidamente Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, all’allora consigliere della società, l’avvocato Giacomo Saccomanno. È mezzogiorno del 2 ottobre 2025 quando proprio Saccomanno, ex reggente della Lega in Calabria e uomo di fiducia di Matteo Salvini, telefona all’ad Ciucci (suo capo) chiedendogli un incontro urgente e anticipandogli che “ho una buona notizia da darti”. L’intercettazione dei carabinieri del Ros è agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma per corruzione e rivelazione di segreto, che vede indagati l’avvocato Saccomanno, l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele. Pietro Ciucci, invece, è estraneo all’inchiesta. La tesi dei pm, coordinati dall’aggiunto Giuseppe De Falco, è che Saccomanno – presidente dell’associazione Accademia Calabra – attraverso Virgiglio (dirigente della stessa associazione) abbia agganciato Miele per farsi passare materiale riservato e nel tentativo di condizionare positivamente il parere che la Corte dei Conti avrebbe poi dato sul progetto del . . .