Giudiziaria / 7 Giugno 2026
Il plenum sceglierà tra Ardita e Fusco: Antimafia, la corsa ai posti da vice-Melillo spacca Csm e Dna
Di Giuseppe Pipitone - È uno scontro sotterraneo quello che si sta consumando a Palazzo Bachelet, dove il 10 giugno il Csm dovrà nominare il nuovo Procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Incarico fondamentale per l’ufficio guidato da Giovanni Melillo, che negli ultimi tempi ha vissuto momenti di fibrillazione interna legati alla gestione delle indagini sulle stragi ’92 e ’93. Ma andiamo con ordine. Il 27 aprile la Quinta commissione del Csm ha proposto al plenum due nomi: Sebastiano Ardita con 3 voti (il consigliere Mi Eligio Paolini e i laici di destra Felice Giuffrè ed Enrico Aimi) ed Eugenio Fusco con uno (il togato di Area Maurizio Carbone). Si tratta di due ottimi magistrati, attualmente procuratori aggiunti rispettivamente a Catania e a Milano. Sulla carta, però, il posto dovrebbe andare ad Ardita. Dalla fine 2024, infatti, al Csm è in vigore il testo unico sulla dirigenza giudiziaria, che indica la logica per assegnare le nomine di vertice: . . .