Giudiziaria / 18 Marzo 2026

Ai raggi X i cellulari di Iacolino e Vetro. La paura di essere intercettati. Oggi in procura in Procura il direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì e quello amministrativo Giancarlo Niutta

Per mesi si sono scambiati messaggi, poi decisero che era meglio non “non scrivere più al telefono”. L’inchiesta della Procura di Palermo passa anche dall’analisi dei dispositivi elettronici (tre cellulari ciascuno e una chiavetta Usb) di Carmelo Vetro e Salvatore Iacolino. Il primo, boss e massone, è stato arrestato per corruzione assieme al dirigente regionale Giancarlo Teresi. Il secondo, manager della sanità, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Mentre andava a trovare Teresi all’assessorato regione alle Infrastrutture in via Leonardo da Vinci, a Palermo, Vetro si accorse di essere pedinato. Ad agosto 2025 Teresi fotografò un poliziotto con la micro telecamera negli occhiali da sole Ray-Ban e girò l’immagine a Vetro. L’imprenditore mafioso fece delle indagini e sentenziò: “Lui è di Marsala”. Poi avvisò Teresi che il suo telefono era sotto controllo. Probabilmente lo fece anche con Iacolino con cui si incontrava in un bar ad Agrigento. Parlavano di campagne elettorali e affari, come l’accreditamento all’Asp di Messina . . .