Giudiziaria / 17 Luglio 2026

Bombe e tritolo nei pascoli di Mistretta: torna il nome dell'artificiere di Capaci Pietro Rampulla

A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, il nome di Pietro Rampulla torna a emergere nelle carte giudiziarie. L'artificiere di Cosa nostra, condannato all'ergastolo per l'attentato in cui furono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, compare sullo sfondo di una scoperta che ha immediatamente attirato l'attenzione delle Procure antimafia: tredici granate e oltre 1.700 cartucce nascoste nelle campagne di Mistretta, nel Messinese. A ricostruire la vicenda è Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera. Il piccolo arsenale è stato trovato il mese scorso dai carabinieri della stazione di Mistretta in un terreno utilizzato come pascolo. I militari si erano mossi dopo la segnalazione di una fonte confidenziale che indicava la presenza di “munizioni e fucili” conservati sottoterra da Lucio Massimiliano Di Gangi, trentasettenne già sottoposto in passato a una perquisizione durante la quale era stato rinvenuto soltanto “materiale da laboratorio di provenienza illecita”. Seguendo le indicazioni ricevute, i carabinieri hanno raggiunto la campagna dove Di Gangi stava conducendo una mandria di buoi. Tra rocce, arbusti e . . .