Politica e Sindacato / 6 Febbraio 2026
Ponte sullo Stretto, arriva una leggina per non rifare la gara
A cosa serve una norma che prescrive di fare quello che già si deve fare? Pare una questione di lana caprina, ma dietro c’è la grande ossessione dei lobbisti del ponte sullo Stretto di Messina: evitare di rifare la gara del 2005 – vinta dal consorzio Eurolink, oggi guidato da Webuild di Pietro Salini – e fatta rinascere da Matteo Salvini tre anni fa. Dietro questa ossessione gira tutto l’impianto normativo messo in piedi per proteggere il grande affare da 14 miliardi di euro, compreso il decreto Infrastrutture approvato ieri in Consiglio dei ministri. Come ha raccontato il Fatto, in una prima bozza gli uffici ministeriali di Salvini avevano inserito la nomina a commissario per l’opera di Pietro Ciucci, ad della Stretto di Messina spa e uno dei padri del ponte. Si badi bene, non un “commissario straordinario”, cioè dotato di poteri in deroga che di norma giustificano il ricorso a questa figura, ma un mero “coordinatore” per rifare la . . .