Giudiziaria / 15 Giugno 2026

Incarichi da Fs-Anas e Csm al giudice dei loro processi. Le sentenze dell’ex magistrato della Corte dei Conti indagato (con altri due) nell’inchiesta sul ponte di Messina

Di Leo Amato - Si riteneva al di sopra di ogni sospetto Tommaso Miele, l’alto magistrato contabile con gli “amici del governo” e la passione per gli incarichi di prestigio, indagato per corruzione con un imprenditore e un ex consigliere di Stretto di Messina spa. Tanto che ha continuato a giudicare, senza astenersi, su procedimenti d’interesse per i suoi procacciatori di lavoro “extra”. Come il gruppo Ferrovie dello Stato-Anas, committente del Ponte, e il Csm, alle prese con gli strascichi delle inchieste su Palamara, principale testimonial governativo della riforma della giustizia cancellata dal referendum. A raccontarlo sono sei anni di sentenze della Sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti, presieduta da Miele. Malgrado lo zelo nell’oscuramento di certi nomi. Il caso vuole che dietro gli “omissis” di una di queste sentenze si nascondano proprio i vertici di Anas, controllante di Stretto di Messina spa e cliente di riferimento di Webuild, il colosso delle costruzioni che dovrebbe unire la Sicilia . . .