Giudiziaria / 22 Ottobre 2026

Ponte senza una (nuova) gara. I pm indagano per corruzione

Di Vincenzo Bisbiglia e Carlo Di Foggia - Il governo avrebbe dovuto bandire una nuova gara per assegnare la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Ne è convinta la Procura di Roma, che ha allargato l’inchiesta sull’opera – su cui Matteo Salvini (estraneo all’indagine) ha scommesso gran parte del suo mandato al ministero delle Infrastrutture – e ora ipotizza il reato di corruzione nella decisione di riattivare direttamente il vecchio appalto con il Consorzio Eurolink, che ha come capofila il colosso Webuild. L’appalto – affidato dalla pubblica Stretto di Messina spa – ora è salito a 13,5 miliardi. Al vaglio dei pm, a quanto risulta al Fatto, ci sono le posizioni di almeno tre persone, tra funzionari pubblici e manager. Ieri i carabinieri del Ros si sono recati al Mit e nella sede di Eurolink e hanno acquisito migliaia di pagine di documenti: l’attenzione si concentra sull’iter che ha portato alla delibera del 6 agosto 2025 con cui il Cipess, il . . .