Quotidiano on line - News - Inchieste - Rassegna Stampa - Photoreportage

Home Chi sono E-Mail Archivio news Sentenze Mondo News Cronaca da Messina e dintorni Inchieste    Reportage
Commenti e appelli Diario Mondo Africa Periferie Culture Agenda & Consigli Fotografie Video








?>


MESSINA: "Tris", 50 richieste di giudizio per falsi incidenti


L’udienza è stata fissata per lunedì prossimo davanti al giudice dell’udienza preliminare Daniela Urbani. 50 le persone per le quali il sostituto procuratore Antonio Carchietti ha chiesto il rinvio a giudizio. L’operazione, denominata Tris, aveva portato a dicembre all’arresto di 12 persone da parte di Carabinieri e Polizia Municipale che per tre anni hanno lavorato in perfetta sintonia. Così hanno potuto smantellare un articolato gruppo che organizzava falsi incidenti stradali. f...
MESSINA: Consorzio Autostrade, Bernava torna libero




Accogliendo l’istanza dei suoi legali, gli avvocati Massimo Marchese ed Adriana La Manna, i giudici del Tdl hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare con la quale Bernava era finito ai domiciliari. Il geometra...
Palermo, arrestato Roberto Helg: bloccato dai carabinieri mentre intasca una tangente. Il presidente della Camera di Commercio è stato fermato dai carabinieri per estorsione


Il presidente della Camera di commercio di Palermo, Roberto Helg, è stato arrestato dai carabinieri di Palermo mentre intascava una tangente. Helg, personaggio assai noto in città è attualmente anche vice presidente della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Spiegano i carabinieri in un comunicato: "Proprio nella veste di rappresentante Gesap, Helg ha chiesto e ottenuto il pagamento di una somma di denaro di 100 mila euro ad un esercente del settore de...

 

MESSINA: Processo Formazione, no ad alcune parti civili. I giudici: Regione e lavoratori non si potranno costituire contro gli enti



IL MAGISTRATO SEBASTIANO ARDITA ASSIEME ALL'AVVOCATO BONNI CANDIDO DURANTE UNA PAUSA DELL'UDIENZA - FOTO DI ENRICO DI GIACOMO Nuccio Anselmo - GDS - Gli enti pubblici e i privati, che ...
RASSEGNAWEB - MESSINA: Processo Formazione. I corsisti, "La Regione sia citata responsabile civile"



DA TEMPOSTRETTO.IT - E' stata una udienza di passaggio quella di oggi per il processo Corsi d'oro bis, l'ormai noto processo che la Procura messinese guidata dall'aggiunto Sebastiano Ardita ha intentato contro l'...
MESSINA, NEGATE RIPRESE E FOTO A PROCESSO CORSI D'ORO 2: Protesta l'Ordine dei giornalisti



L'opposizione di un solo difensore ha impedito oggi ai giornalisti di effettuare le riprese video e fotografiche al processo “Corsi d’Oro 2”, che si sta celebr...

Incidente A/20: Indagati quattro funzionari del Cas. Si tratta di funzionari e dirigenti del Cas che a vario titolo erano responsabili gerarchici o della tratta in questione: Letterio Frisone, Gaspare Sceusa, Carmelo Cigno e Antonino Spitaleri

A un anno di distanza da quella tragedia che costò la vita“Nino” La Rosa, 71 anni, originario di Milazzo ed Elia “Lillo” Malara, 78 anni, di Lipari, c’è da registrare la chiusura dell’indagine da parte del sostituto procuratore Fabrizio Monaco sull’incidente, e sono quattro gli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Si tratta di funzionari e dirigenti del Cas che a vario titolo erano responsabili gerarchici o della tratta in questione: Letterio Frisone, Gaspare Sceusa, Carmelo Cigno e Antonino Spitaleri. L’ipotesi di reato prefigura l’omicidio colposo nella fattispecie omissiva, ovvero lo mancata collocazione di una barriera idonea in quel punto e soprattutto, come ha chiarito una perizia tecnica disposta dal magistrato, la presenza non adeguatamente “protetta” dell’albero contro cui andò a cozzare violentemente l’auto. Una situazione di pericolo potenziale che poco tempo prima era stata segnalata a quanto pare proprio in un rapporto della polizia stradale. All’epoca sull’asfalto la Polstrada rilevò i segni evidenti della frenata di un mezzo pesante con il quale la Mazda si sarebbe scontrata o comunque sarebbe entrata in qualche modo in contatto.

Il comizio a Lipari: L’onda Grillo continua, “Non fate i guardoni”

LIPARI (MESSINA) – “Votare vi cambia la vita, ma che state a guardare: è finito il modo di stare fermi e fare i guardoni” perchĂ© “se voi non vi occupate della politica sarĂ  lei ad occuparsi di voi”. Lo ha affermato Beppe Grillo in un improvvisato comizio tenuto dal ponte del porto di Lipari nell’ambito della campagna elettorale in favore del Movimento 5 Stelle per le regionali in Sicilia del prossimo 28 ottobre. “La politica – ha aggiunto il comico – si occuperĂ  di voi portandovi via gli ospedali, i tribunali, le case, i porticcioli e gli alberghi a 5 stelle. I nostri esponenti sono giovani della vostra terra, non portati da fuori, che dedicano una parte del loro tempo agli altri, come dovrebbero fare tutti, ed è un momento in cui non possiamo piĂą farne a meno”. “Il Paese è fallito – ha osservato Grillo – e non abbiamo piĂą nulla da perdere: è inutile lamentarsi, bisogna ricostruire questo Paese culturalmente, come pensiero. Ognuno di noi deve mollare la televisione e i giornali e informarsi attraverso la rete”. “Il nostro movimento – ha concluso il comico – vuole azzerare tutta la classe politica e metterci dentro delle persone oneste, che non prendono piĂą di uno stipendio, che non stanno lì 20 anni, ma tornano a casa dopo due legislature. E questa è gia una rivoluzione”.

MILAZZO, L’INDISCREZIONE: Il condannato Cesare Previti lo vuole acquistare? L’indiscrezione è trapelata nelle ultime ore. Sarebbe la svolta societaria dopo quasi tre settimane di crisi. Nessuna conferma o smentisce

MESSINA | La notizia circola con una certa insistenza, ma non c’è conferma dalle parti interessate. Cesare Previti sarebbe intenzionato a rilevare la societĂ  mamertina con un gruppo laziale. La notizia l’ha dato oggi anche il Tg3 Regione. Il figlio del senatore difende i pali del Milazzo con buoni risultati. In occasione dell’ultima partita casalinga, Cesare Previti ha seguito la partita del Milazzo al Grotta Polifemo con la moglie. http://www.messinaoggi.it/

IL VIDEO: BEPPE GRILLO PARLA DELLA SUA GIORNATA TRASCORSA A MESSINA

LA CATTURA DEL BOSS SUPERLATITANTE DOMENICO CONDELLO: Nelle prossime ore sarĂ  trasferito nel carcere di massima sicurezza di Messina Gazzi

Domenico Condello, soprannominato “Micu u pacciu, superlatitante della ‘Ndrangheta è stato arrestato ieri sera dai carabinieri dopo 22 anni di ricerche,. Era lui, che gestiva la famiglia di ndrangheta del cartello dei Condello storica famiglia mafiosa, dopo l’arresto del cugino il boss Pasquale, detto ”il supremo” per il prestigio ottenuto in campo criminale, preso sempre dagli uomini del Ros a febbraio del 2008, dopo 18 anni di latitanza.

Domenico Condello e’ stato bloccato ieri sera nella frazione Catona di Reggio Calabria dai carabinieri del Comando Provinciale e del Ros. ”Il suo – dicono gli investigatori – è un arresto storico perche’ era l’ultimo Condello rimasto libero sulla piazza”. Condello deve scontare una condanna all’ergastolo per omicidio passata in giudicato. Inoltre era ricercato per diverse ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni ed altri reati. Il suo covo, da almeno un’anno e passa era in un modesto appartamento di due piani, alla via Sabauda nel rione periferico di Catone. In pratica nel suo regno. Con lui è stato arrestato anche il suo vivandiere ed autista. Un barbiere del rione Gallico, che era anche l’affittuario dell’appartamento dove il ricercato si nascondeva.

Portato in caserma, Domenico Condello ha ammesso le sue generalitĂ  senza problemi, complimentandosi con gli uomini della Benemerita. I segugi del Ros intanto, erano entrati nel suo “covo” dove tra l’altro è stata trovato una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa e un centinaio di proiettili per la stessa arma. Nel gabinetto dell’abitazione è stato rinvenuto un pizzino, ed un altro nella camera da pranzo. E poi tanto materiale, agende, appunti ed altro ancora.

Viveva li da almeno un anno e mezzo, ha raccontato un vicino di casa che abitava nell’appartamento di sotto. “ogni tanto lo vedevo, ma per lo piĂą sentivo i passi ed entrare e uscire dalla porta”. Racconta ancora il vicino, uno straniero, impaurito per gli avvenimenti e che si è ritrovato suo malgrado con i carabinieri dentro casa. “Poco tempo fa ha partecipato anche ad un matrimonio” racconta ancora e poi: “usciva sempre con suo fratello, che so faceva il barbiere”.

In pratica il boss Domenico Condello, stava sotto falso nome e si spacciava di essere il fratello del suo fiancheggiatore. I rilievi della squadra scientifica del comando provinciale di Reggio Calabria diretto dal colonello Lorenzo Falferi, sono andati avanti tutta la notte, fino a quando, intorno alle 2,30 sul posto non è arrivato anche il proprietario dell’immobile, un signore distinto, con pantaloni beige e camicia rosa, che ha chiesto spiegazioni agli uomini dell’Arma su quanto accaduto. Alla risposta dei carabinieri che dentro quella casa c’era un latitante, anzi la primula rossa della ndrangheta calabrese, l’uomo ha subito esclamato: “Io la casa lo affittata ad un certo Megale, che fa il barbiere. Ed il contratto è regolarmente registrato in questura”.

Trasferito alla sede del Ros presso la scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria, il latitante è stato interrogato tutta la notte. Nelle prossime ore sarà trasferito nel carcere di massima sicurezza di Messina Gazzi.

Il comunicato del WWF sul sequestro MUOS di Niscemi

Il WWF Sicilia esprime grande soddisfazione per il sequestro dell’area che dovrebbe ospitare il famigerato MUOS di Niscemi per violazione delle leggi ambientali. “L’ambito interessato – ha dichiarato il Presidente regionale Francesco Alaimo – ricade all’interno della Riserva naturale Sughereta di Niscemi, tutelata da norme regionali e comunitarie che ne fanno area di assoluta immodificabilitĂ . Ma, soprattutto: l’istallazione dei nuovi impianti militari USA, in aggiunta alle 42 antenne giĂ  esistenti da vent’anni, non farebbe altro che aggravare ulteriormente il rischio per la salute dei cittadini, come attestato dal “Registro-Tumori”, redatto dalla provincia di Caltanissetta, riguardante un periodo che va dal 2004 al 2008, e dal quale si evince un aumento considerevole dei casi di morte per tumore fra gli abitanti della zona di Niscemi”. “Il provvedimento della Procura di Caltagirone dĂ  ragione a quanto sostenuto, da anni, dal WWF, dal Comitato NO MUOS, da attivisti e semplici cittadini, mobilitati in una protesta trasversale, coerente e al di fuori di ogni strumentalizzazione politica. Personalmente, esprimo il mio plauso e il mio ringraziamento a tutti, e, in maniera particolare, al Referente regionale del WWF, dott. Rino Strano, che, da anni, è impegnato per ribadire le posizioni della nostra Associazione”. “Il WWF – ha concluso Alaimo – nel continuare la sua azione ai fini della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, auspica che la magistratura possa fare chiarezza sulle violazioni della normativa ambientale e che la Regione Sicilia riveda la autorizzazioni a suo tempo rilasciate”.

IL VIDEO DA TEMPOSTRETTO: BEPPE GRILLO A MESSINA – Il video integrale

video
Il treno del ferro


Voci nel fango