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IL VIDEO: Nino Frassica spiazza tutti al Festival il comico canta brano sui migranti


Spiazza e commuove Nino Frassica all’Ariston: canta il brano `A mare si gioca´, scritto da Tony Canto, in cui cita il dramma dei migranti e del piccolo Aylan, il bambino siriano trovano morto sulla spiaggia turca di Bodrum. «A mare si gioca - recita Frassica - si possono...
Maxiprocesso, parla l'avvocato FABIO REPICI: «Nelle cronache di oggi ancora gli stessi nomi»




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NUOVO FILONE D'INDAGINE. TRUFFA ALL'IPAB DI BASICO': L'EX SINDACO DI MAZZARRA' BUCOLO TRASCINA NEI GUAI ANCHE L'ANZIANO PARROCO. RADOLFO TORRE VUOTA IL SACCO IN PROCURA. IPOTESI DI TRUFFA




  LEONARDO ORLANDO - DA UNA COSTOLA DELL'OPERAZIONE 'RICICLO' CHE SI E' APPENA CONCLUSA, LA PROCURA DI BARCELLONA HA APERT...

 

MESSINA: Morte Ilaria. Il Riesame rigetta il ricorso del Pm

Il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso inoltrato dal sostituto procuratore Stefania La Rosa, che rappresenta l’accusa nell’inchiesta scaturita dalla morte di Ilaria Boemi, la sedicenne che assunse una dose di “MDMA”, la sostanza stupefacente di tipo sintetico che ne provocò la morte per arresto cardio-circolatorio. Era la notte tra il 9 e il 10 agosto 2015, la giovanissima fu trovata in fin di vita sul lungomare del “Ringo”, morì po...
MESSINA, IL CASO: LA TRISTE FUGA DEL RETTORE NAVARRA E DELL'ON. PICCIOLO DALL'UNIVERSITA' PER EVITARE DI INCONTRARE IL SINDACO ACCORINTI



LA PRECIPITOSA FUGA. Ciò di cui sono stato testimone ieri pomeriggio mi amareggia molto. E mi riferis...
RASSEGNAWEB - MAFIA: 'Gotha 5', a marzo l'udienza preliminare per le nuove leve del gruppo Ofria jr-Chiofalo



Va al vaglio preliminare la quinta tranche dell’inchiesta antimafia ...

Barcellona: Alluvione 2011, oltre 5 milioni a 79 aziende

Le aziende che hanno sede nei 23 Comuni colpiti dall’alluvione del 22 novembre del 2011 che hanno ottenuto dall’inizio dell’anno i finanziamenti a tasso agevolato dello 0,66%, da restituire in 10 rate semestrali durate l’arco di cinque anni con l’aggiunta di un sesto anno di pre-ammortamento, sono complessivamente 79. Un numero questo assai inferiore rispetto alle aspettative di commercianti e imprenditori. Infatti all“Irfis Finsicilia Spa, l’istituto della Regione delegato per l’istruttoria delle richieste avanzate dalle imprese che operano nei territori dei Comuni alluvionati della provincia di Messina, erano state trasmesse dall’asses – sorato regionale alle Attività produttive circa 400 istanze che ancora attendono di essere esaminate. L’istruttoria – come denunciato da più parti – va a rilento perché, oltre al numero striminzito deliberato nell’ultima seduta appena 4 istanze, in precedenza sono stati deliberati 75 finanziamenti ad imprese messinesi. Ecco l’elenco dei finanziamenti erogati da gennaio per un totale di 5.575.000 per la Provincia di Messina: Colasanzio Monia Euro 30.000 (Torregrotta); Casella Mirella Euro 55.000 (Rometta); Spendimeno di Bellamacina Giuseppe Euro 38.000 (Torregrotta); Di Nicolò Edizioni di C. Di Nicolò Euro 7.000 (Messina); 2 C Computers Center di Calabrò Cesare Salvatore Euro 41.000 (Barcellona); Caffè Royal di Mento Francesco Euro 20.000 (Rometta); Farmacia Bisbano Fortunata Euro 180.000 (Gualtieri Sicaminò); Salumeria Ortofrutta di Campo Salvatore Euro 80.000 (Rometta); Ediltutto S.r.l Euro 150.000 (Milazzo), Stassi Marco Euro 90.000 (Milazzo); Arte Flora di Mancuso Simona Euro 15.000 (Santa Lucia del Mela); Settima Stella Soc.Cooperativa Sociale Euro 40.000 (Milazzo); Liotta Stellario Euro 40.000 (Messina); A.C. Ortofrutticoli S.r.l Euro 200.000 (Pace del Mela); A.M.T. Import-Export S.r.l. Euro 55.000 (Torregrotta); Zodda Andrea Euro 10.000 (Venetico); Patanè Gioielli S.r.l. Euro 160.000 (Terme Vigliatore); Vacanze in di Pierangela Rizzo Euro 55.000 (Venetico); A.R.A. Ricambi Venetico S.r.l. Euro 70.000 (Venetico); Te.Sy.O. S.r.l. Euro 150.000 (Messina); Ravidà Dario Euro 100.000 (Barcellona); Cambria gioielli di Antonio Cambria S.a.s. Euro 100.000 (S. Lucia del Mela); Freni Giovanni Euro 28.000 (Barcellona); Farmacia Terme del dott. Santi La Maestra Euro 200.000 (Terme Vigliatore); Papiria S.r.l. Euro 180.000 (Monforte S.Giorgio); Novamed S.r.l. Euro 65.000 (Rometta); Grasso Biagio Euro 80.000 (Villafranca); Mazzeo Natala Euro 11.000 (Barcellona); Milioti Fiorella Euro 15.000 (S. Pier Niceto); Emozioni di Di Pasquale Giovanni Euro 100.000 (Milazzo); F. & D. S.a.s. di Dipaola Giovanni e Carmelo Euro 50.000 (S. Filippo del Mela); Il Folletto di Foti Salvatore Euro 36.000 (Terme Vigliatore); Schepis Giovanna Euro 70.000 (Terme Vigliatore); Rizzo Snc dei F.lli Rizzo Euro 200.000 (S. Lucia del Mela); Insana Concetta Euro 35.000 (Monforte S.Giorgio); Insana Rosa Angelina Euro 32.000 (Monforte S.Giorgio); Antonuccio Fabrizio Euro 25.000 (Roccavaldina); Max ricambi dei Fratelli Alosi S.n.c. Euro 80.000 (Barcellona); Maio Andrea Euro 200.000 (Barcellona); S.a.do.c.re.co S.a.s. di Domenico Recupero & c. Euro 15.000 (Terme Vigliatore); La Gastronomia di Zullo Fortunata Euro 40.000 (S. Lucia del Mela); Mirabile Antonino Euro 16.000 (Terme Vigliatore); Pem Arredo di Polimeni Salvatore & C. S.n.c. Euro 100.000 (Torregrotta); Global Group Srl Euro 200.000 (Barcellona); Intimo di Amenta Maria Euro 70.000 (Milazzo); Fiumara Vittoria Euro 80.000 (Rometta); Pandolfo Carmelina Euro 17.000 (Torregrotta); Nacional Hotel Srl Euro 33.000 (Torregrotta); Bonasera Giuseppa Euro 65.000 (Saponara); Opera Appalti Srl Euro 120.000 (Torregrotta); La Spada Stefano Euro 41.000 (Barcellona); Italia 93 Or.Ve.Do. Di Vinci Michael Giovanni Euro 25.000 (Messina); New Print Sas di Spadaro Paolo e C. Euro 27.000 (Messina); Bellinvia Giovanni Euro 79.000 (Barcellona); M.T.S. di Puliafito Massimiliano & c. Sas Euro 35.000 (Barcellona); N.G.L.1929 Net Srl Euro 150.000 (Barcellona); Salicà Srl Euro 40.000 (Terme Vigliatore); Living di Bove Alexandro & C. Sas Euro 120.000 (Barcellona); Rao Domenico Euro 40.000 (Barcellona); Gran Pasticceria Barbera Società Cooperativa Euro 150.000 (Barcellona); F.lli Munafò Autocarrozzeria Società Cooperativa Euro 120.000 (Terme Vigliatore); Nuccio Santa Euro 40.000 (Monforte San Giorgio); Parisi Salvatore Euro 75.000 (Terme Vigliatore); Chillari Pippo Euro 30.000 (Castroreale); Pirri Francesco Euro 30.000 (Barcellona); Pirri Diego Euro 30.000 (Barcellona); Magna Sicilia Società Cooperativa Euro 20.000 (VillafrancaTirrena); EMMEGI Srl Euro 90.000 (San Filippo del Mela); Ilacqua G.F.A. di Ilacqua Antonino & C. Snc Euro 100.000 (Spadafora); Italiano Rappresentanze di Italiano Francesco Snc Euro 50.000 (Pace del Mela); Palestra Meeting Sporting Club Sas di Pinizzotto S. Euro 14.000 (Torregrotta); Max Bici di Dragà Massimo Euro 70.000 ( Barcellona); F.lli Mendolia Srl Euro 100.000 (Barcellona); Hotel Ristorante Thomas di De Paola Tommaso Euro 50.000 (Torregrotta); Stefano Aricò Legnami Srl Euro 200.000 (Barcellona). All’elenco si aggiungono le ultime quattro deliberate di recente: la GESTAM srl Euro 200.000 (Villafranca); Tecnospace srl Euro 200.000 (Villafranca); Galleria Prestige sas Euro 50.000 ed ERRE- EMME Arredamenti srl Euro 100.000, entrambe di Barcellona.

Leonardo Orlando – GDS

Cosenza: Morte Bergamini, indagini a Torino. Interrogata in Piemonte una zia di Isabella Internò, l’ex fidanzata del calciatore sott’inchiesta per omicidio

Il calciatore bello e impossibile. Famoso ma caratterialmente introverso. Adorato dalle fans e corteggiato dalle grandi squadre. Vittima, forse, di un delitto quasi perfetto. Prima fatto passare per un incidente e, poi, per un suicidio. Denis Bergamini era già morto quando venne investito. Qualcuno l’aveva prima percosso mortalmente e, poi, disteso sulla corsia di transito perché fosse travolto. È la tesi del professor Roberto Testi, l’anatomo-patologo di Torino incaricato dalla Procura di Castrovillari di esaminare i reperti istologici estratti dalla salma durante l’autopsia. Reperti conservati gelosamente da un istituto universitario di medicina legale dell’Emi – lia Romagna. Il cadavere del centrocampista del Cosenza venne ritrovato riverso sulla 106 ionica la sera di sabato 18 novembre 1989. Era davanti a un camion condotto da un autista di Rosarno, Raffaele Pisano. I carabinieri fecero i rilievi e fotografarono tutto. Identificarono il conducente del mezzo investitore e la ragazza, Isabella Internò, 19 anni, che era partita da Cosenza in compagnia dell’ex fidanzato arrivando inspiegabilmente fino a Roseto Capo Spulico. Fu lei a rivelare che Bergamini l’aveva improvvisamente lasciata a bordo della Maserati su cui si trovavano lanciandosi sotto un camion che sopraggiungeva. Lei disse che «Erano da poco passate le 19». Per il professore Testi, invece, il calciatore era già cadavere da almeno un’ora.

LE FOTOGRAFIE. Quelle 15 foto scattate sulla scena del presunto “incidente”, poi classificato come “suicidio”, sembrano ora dar corpo alla agghiacciante tesi del consulente piemontese. I carabinieri del Ris di Messina che le hanno a lungo esaminate, insieme con le scarpe, la catenina e l’orologio della vittima, escludono una serie di circostanze date come certe quando venne chiusa la prima inchiesta. Gli “specialisti” dell’Arma, rielaborando le immagini con tecnologie moderne e ripetendo la dinamica dell’ipotizzato sinistro con un mezzo dello stesso tipo, escluderebbero la possibilità che Bergamini sia stato trascinato per cinquanta metri, come all’epoca attestarono dagli investigatori. La posizione del corpo, l’esame delle ferite, in particolare il chiaro schiacciamento del bacino rilevabile dalle immagini ingrandite, lo stato degli indumenti della vittima e dell’orologio che aveva al polso, lascerebbero chiaramente intendere che il cadavere del centrocampista venne “sormontato” dal mezzo pesante. La ruota anteriore destra passò, insomma, sul corpo determinando conseguenze chiaramente visibili.

L’INTERROGATORIO A TORINO. La nuova inchiesta ha registrato anche altri passi in avanti. A Torino, i carabinieri hanno interrogato ieri una zia materna di Isabella Internò, mentre in una struttura sanitaria cosentina sarebbero state acquisite delle certificazioni mediche. La teste sentita in Piemonte è probabile che sia a conoscenza di particolari intimi riguardanti il rapporto d’amore avuto dalla nipote con Bergamini. I due si frequentarono, tra alti e bassi, per tre anni.

L’IMPUTAZIONE. La Internò è indagata per concorso in omicidio. Gl’investigatori dell’Arma ritengono infatti che non fosse sola quando il calciatore venne colpito a morte probabilmente con calci e pugni. Chi erano gli ipotetici complici? E perché agirono? I magistrati inquirenti seguono una pista passionale legata alla fine burrascosa della relazione amorosa. E riprendono a circolare le voci di una mai provata interruzione di gravidanza. Forse solo malevole indiscrezioni e nulla più. O, forse, altro. Comunque sia Isabella Internò, che è difesa dagli avvocati Massimo Florita e Marta Perrotta, dovrà essere considerata innocente sino alla definizione della vicenda giudiziaria.

L’INDAGINE DEL 1994. I primi dubbi sulla reale causa della morte di Bergamini risalgono al 1994, quando la squadra mobile di Cosenza trasmise una articolata informativa sollecitando nuovi approfondimenti e inducendo la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. Un fascicolo che non ebbe tuttavia fortuna finendo poi in archivio. I poliziotti avevano seguito un pista, flebile ma sensata, che contemplava la presenza di elementi della criminalità organizzata negli ambienti del calcio. Gente di “rispetto” che frequentava gli stadi e “coccolava” qualche atleta.

Arcangelo Badolati – GDS

Taormina: Terremoto elettorale! Esclusi tre candidati sindaco. Si tratta di Francesca Gullotta, Jonathan Sferra e Cesare Restuccia. Tagliate anche tre liste legate a Giardina

Terremoto alle elezioni comunali. La Commissione elettorale ha escluso tre dei sei candidati a sindaco per le Amministrative del 9 e 10 giugno. Fuori ben 7 delle 13 liste che erano state presentate entro il termine utile di mercoledì. La Commissione elettorale ha escluso Francesca Gullotta e le due liste collegate “Il Megafono”e “Patto Democratico”, Jonathan Sferra e la sua lista “Avanti Taormina” , Cesare Restuccia con la sua lista “Rinnovare Taormina”. Escluse dalla competizione anche tre delle sei liste collegate ad Eligio Giardina (Lista Giardina sindaco, Taormina Futura e Taormina 2013). Incredulità e forti perplessità tra gli esclusi, in una giornata che ha segnato una vera e propria ecatombe nel panorama politico che ha inteso presentarsi alle elezioni comunali. A quanto risulta le esclusioni sarebbero dovute, nella quasi totalità, ad alcuni cavilli burocratici nella compilazione di un foglio della modulistica inerente ai presentatori delle liste. Il modulo che ha fatto “strage” di candidati e liste è il “5ter” e per l’esattezza le esclusioni sarebbero maturate per l’assenza di dettagli negli atti propedeutici a cura dei delegati delle liste. Nei verbali della commissione, per quanto concerne questa problematica che è stata la più frequente, si legge che «La dichiarazione di collegamento della lista dei candidati a consigliere comunale alla candidatura di Sindaco ( allegato 5 ter) sottoscritta dai delegati di lista è priva di autenticazione in violazione dell’art. 21 del Dpr 28/12/2000 n. 445 e pertanto non può ritenersi valida». «La irregolarità sopra indicata –secondo la Commissione –non è soggetta a regolarizzazione ai sensi dell’art.18 comma 2 del Decreto del Presidente della Regione n. 3 del 1960, in quanto trattasi di vizio di carattere sostanziale e non meramente formale, atteso che il requisito della autenticazione è richiesto ad substantiam ai fini della validità dell’atto, e pertanto comporta l’esclusione della lista di candidati a consigliere comunale dalla competizione elettorale ». Si preannuncia ora una “pioggia” di ricorsi al Tar di Catania. Anche per questo motivo non sarebbe nemmeno da escludere l’ipotesi che la competizione possa slittare. Certo si tratta di una situazione che a Taormina non ha precedenti e pare inusuale anche nel panorama nazionale. Al momento rimarrebbero in competizione Giuseppe Composto (che conferma tutte e due le liste collegate, Alleanza Taormina e Impegno Civico rispettivamente guidate da Fabio D’Urso, Nunzio Corvaia e Eugenio Raneri), Eligio Giardina (coalizione dimezzata della metà, con sole tre liste collegate, Taormina Città Viva, Idea Lavoro, Intesa Democratica guidate da Salvo Cilona, Vittorio Conti, Enzo Scibilia e Antonio D’Aveni) e Rosario Puglia (Movimento Cinque Stelle). I verdetti sono giunti nella tarda mattinata, quando nell’ordine sono state escluse prima le liste di Francesca Gullotta, poi quella di Sferra e poi due liste di Giardina, ed infine quella di Restuccia. Sempre nella stessa giornata è avvenuto il “taglio” anche di una terza lista di Giardina, quella direttamente collegata al candidato: la lista “Giardina sindaco” sarebbe stata esclusa, pare, perchè i fogli inerenti alla raccolta delle firme non risultavano essere spillati, nonostante recassero sia sul davanti che nel retro dei fogli il simbolo. È un clima di grande incertezza quello che si respira, adesso più che mai, dopo vari colpi di scena. Prima della presentazione delle liste c’erano stati, i ritiri a sorpresa di candidati di spicco come Mario Bolognari, Mario D’Agostino e il sindaco uscente Mauro Passalacqua che non ha voluto competere per la rielezione: adesso si registra un “sisma” che in 24 ore ha sconvolto la geografia elettorale delle Amministrative 2013, estromettendo metà dei candidati a sindaco. Se prima erano in corsa in 250 per il Consiglio, adesso rimarrebbero a contendersi un posto tra i banchi consiliari solo 120, distribuiti nelle 6 liste “superstiti.” Già nelle prossime ore, con molta probabilità, saranno depositati i ricorsi al Tar per provare a ribaltare la situazione determinatasi e sanare le contestazioni mosse dalla Commissione elettorale che si è riunita negli uffici di via Damiano Rosso. Gli esiti dei ricorsi sono attesi per l’inizio della prossima settimana e i pronunciamenti del Tar potrebbero essere emessi nelle successive 72 ore.

Emanuele Cammaroto

INCIDENTE A/20: Chiesto giudizio per dirigenti e funzionari Cas

La Procura ha chiesto che vengano processati funzionari e dirigenti del Cas ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’incidente che nell’ottobre 2011 sull’autostrada Messina-Palermo costò la vita a due pensionati, “Nino” La Rosa, 71 anni, originario di Milazzo e “Lillo” Malara, 78 anni, di Lipari. A chiedere i rinvii a giudizio il sostituto procuratore Fabrizio Monaco. A decidere sarà invece il Gup Daniela Urbani nell’udienza fissata per il 24 giugno prossimo. La richiesta riguarda : Letterio Frisone, Gaspare Sceusa, Carmelo Cigno e Antonino Spitaleri che dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo. Secondo i periti della Procura dirigenti e funzionari del Cas sarebbero responsabili di alcune omissioni, in particolare di non aver disposto la collocazione di una barriera idonea nel punto in cui avvenne l’incidente e soprattutto di non aver adeguatamente “protetto” gli utenti dalla presenza di un albero, a poca distanza dalla carreggiata, contro cui andò a cozzare violentemente l’auto. Eppure questa situazione di pericolo non molto tempo prima era stata segnalata al Cas dalla polizia stradale. L’incidente avvenne fra l’uscita di Boccetta e la barriera di Villafranca. La Mazda, con i due pensionati, usci fuori strada sulla sinistra ed andò a sbattere contro l’albero Il conducente, Nino La Rosa fu sbalzato dal mezzo e morì sul colpo. L’amico, Letterio Frisone, morì qualche ora dopo al Policlinico. Sulla dinamica restano ancora parecchi dubbi. All’epoca sull’asfalto la Polstrada rilevò i segni evidenti della frenata di un mezzo pesante con il quale la Mazda si sarebbe scontrata o comunque sarebbe entrata in contatto prima di uscire fuoristrada.

Messina: Droga ai ragazzini, condanne anche in appello. Il processo di secondo grado per la “banda del Municipio” collegata al clan di Giostra che smerciava stupefacenti davanti Palazzo Zanca

Pesanti condanne ieri anche in corte d’appello per organizzatori e spacciatori della banda di piazza Unione Europea che forniva pasticche e “erba” perfino ai dodicenni, imbucando i propri affiliati alle feste dei ragazzini nelle discoteche e nei pub del centro. Nome in codice dell’operazione fu all’epoca “Polifemo”. Ieri erano alla sbarra in dieci davanti ai giudici di secondo grado e si sono registrate pene tra i 2 anni e mezzo e i 15 anni. A lavorare a questa delicatissima indagine per i profili del coinvolgimento di minorenni furono a suo tempo gli investigatori della Squadra Mobile con i sostituti procuratori della Dda Vito Di Giorgio e Maria Pellegrino. E si trattò di una indagine serratissima in cui fondamentali risultarono le intercettazioni telefoniche e ambientali, che fecero emergere una intensa attività di spaccio svolta nei dintorni di Palazzo Zanca. Ecco le condanne decise dalla corte di secondo grado presieduta dal giudice Carmelo Cucurullo dopo una lunga camera di consiglio, la sentenza è stata letta intorno alle 18,30 non senza un po’ di trambusto da parte dei parenti degli imputati: Domenico Bonasera, 15 anni e 2 mesi; Giovanni Vincenzo Rò, 9 anni e 8 mesi; Alessandro Amante, 12 anni e 6 mesi; Alberto Boncordo, 8 anni; Giovanni Forami, 8 anni e 6 mesi; Angelo Cannavò, 8 anni e 2 mesi; Placido Orecchio, 8 anni, un mese e 21 giorni; Salvatore Amante, 4 anni; Anna Bonasera, 7 anni e 2 mesi; Valentina Barbera, 2 anni e 10 mesi. Guardando alla sentenza di primo grado, ovvero i giudizi abbreviati che si celebrarono davanti al gup Luana Lino nel giugno del 2011, si è trattato di sei riduzioni di pena e quattro conferme di condanna. Domenico Bonasera, Giovanni Vincenzo Rò e Alessandro Amante, erano considerati gli esponenti di maggiore rilievo della gang, che sarebbero stati legati a suo tempo da un rapporto fiduciario al boss di Villa Lina- Giostra Giuseppe Mulé, deceduto; loro tre avrebbero retto le fila dello spaccio utilizzando anche quattro minori assieme ad alcuni soggetti di minor spessore criminale Le imputazioni contestate a vario titolo agli imputati erano sostanzialmente legate per un verso alla disponibilità di armi, che la Mobile sequestrò al gruppo nel 2007 in un terrazzo dell’isolato 13 di via Palermo (tre fucili a canne mozze e una pistola semiautomatica calibro 7.65), e sull’altro fronte al traffico e allo spaccio al dettaglio di stupefacenti: marijuana, “skunk”, eroina, ecstasy e cocaina.

IL PRIMO GRADO. Ecco quanto decise globalmente il gup Lino nel giugno del 2011: Domenico Bonasera, 25 anni e 2 mesi di reclusione (rispondeva anche di associazione mafiosa); Giovanni Vincenzo Rò, 18 anni e 500 euro di multa; Alessandro Amante, 14 anni e 4 mesi; Alberto Boncordo, 8 anni; Giovanni Forami, 10 anni e 10 mesi e 690 euro; Angelo Cannavò, 8 anni e 2 mesi; Placido Orecchio, 8 anni e 6 mesi; Salvatore Amante, 4 anni e 4 mesi; Anna Bonasera, 7 anni e 2 mesi; Valentina Barbera, 2 anni, 10 mesi e 16.000 euro di mula. Ieri sono stati impegnati nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Strangi, Salvatore Silvestro, Francesco Traclò, Nino Cacia, Antonello Scordo, Carmelo Scillia, Giuseppe Donato, Nunzio Rosso e Tancredi Traclò. L’operazione “Polifemo” ha una lunga premessa. L’attività d’intercettazione iniziò nell’ottobre del 2007, all’interno delle più ampie indagini allora avviate per catturare lo storico boss di Villa Lina-Giostra, Giuseppe Mulé, deceduto. Meno di un mese prima, approfittando dei benefici a lui accordati per motivi di salute, era sfuggito all’ordine di carcerazione emesso, il 3 settembre, dalla Procura generale. Scattarono in successione le operazioni “Ghost”, “Ghost 2” e “Ghost 3”con cui gli investigatori fecero luce su tre estorsioni che il gruppo costituito da Mulé nell’agosto 2006 – dedito al taglieggiamento di operatori economici – secondo l’accusa aveva messo in atto nella zona nord. Furono arrestate 10 persone, per estorsione in concorso. Seguì poi, il 13 giugno del 2008, l’operazione Pilastro, con la quale i carabinieri arrestarono, sempre all’interno del sodalizio collegato a Mulé, nove persone e un imprenditore edile prima ritenuto complice, ma poi divenuto vittima del clan. Non risultava, allora, quanto meno in primo piano, Domenico Bonasera, ritenuto ai vertici dell’organizzazione sgominata dalla “Polifemo”. Su di lui, quale presunto fiancheggiatore della latitanza del boss Mulé e quale autore di una tentata estorsione ai danni di un noto panificio, s’infittirono le indagini negli ultimi mesi del 2007. Ed ecco via via emergere la struttura dell’associazione a delinquere dedita allo spaccio di droga: la pianificazione accentrata sull’asse Giostra- via Palermo (ben cinque dei nove arrestati abitavano all’isolato 13) e tanto e tanto spaccio vicino a Palazzo Zanca.

Nuccio Anselmo

Messina, i candidati scendono a sei. Ieri a tarda sera la Commissione elettorale ha cassato la lista dell’imprenditore Villari. In tre liste riscontrati intoppi che andranno regolarizzati

Scendono a sei i candidati alla sindacatura. Ieri, a tarda sera, infatti, la Commissione elettorale circondariale intercomunale ha escluso la lista dell’imprenditore Angelo Villari. Alla base il ritardo di due minuti con cui la lista “Cambiamo tutto” era stata presentata mercoledì mattina. La scadenza era infatti prevista alle 12, mentre Villari ha consegnato tutto un paio di minuti dopo, come accertato dal segretario generale Santi Alligo e dai vigili urbani. In lizza restano dunque Felice Calabrò (Pd, Udc, Megafono, Sel, DR), Enzo Garofalo (Pdl, Fratelli d’Italia), Renato Accorinti (Cambiamo Messina dal Basso), Maria Cristina Saija (Movimento 5 Stelle), Gianfranco Scoglio (Nuova Alleanza) e Alessandro Tinaglia (Reset!). Ma la commissione ieri ha passato al setaccio anche le altre liste. E il day after della presentazione dei “concorrenti” alle cariche di sindaco, consigliere comunale, presidente e consigliere di Circoscrizione è stato solo leggermente meno frenetico di quello precedente. Con emissari dei vari gruppi politici – che parteciperanno alla tornata elettorale del 9 e 10 giugno – presenti a Palazzo Zanca, alcuni col volto teso. Molti con in mano carpette con le carte richieste di volta in volta dai commissari per l’integrazione dei documenti presentati il giorno prima. La commissione, come detto, è rimasta riunita fino alla tardissima serata di ieri, perché in effetti in diverse liste sono stati riscontrati dei problemi. Come avvenuto in altri comuni della provincia, ad esempio, la modulistica presentata non era quella aggiornata all’ultima circolare regionale e questo ha costretto gli uffici a chiedere di regolarizzare le varie posizioni entro 24 ore. E alla fine è stata presa la decisione di escludere Villari, una scelta che ha richiesto grande attenzione. Perché l’ultimo precedente messinese di una lista esclusa, quella dei “napoletani” socialisti del 2005, comportò un contenzioso al Tar culminato con l’annullamento delle elezioni, la decadenza del sindaco del tempo, Francantonio Genovese, e l’arrivo del commissario Gaspare Sinatra. Una strada, quella dell’ennesimo commissariamento di un Comune che ha visto tre sindaci decadere in dieci anni, che nessuno vuole neanche lontanamente immaginare. Ma al vaglio della commissione ci sono anche altre tre liste presentate al Consiglio comunale, per le quali è stata richiesta un’integrazione di documenti che dovrà essere presentata oggi (tra queste quella del Megafono). L’ufficializzazione di candidati e assessori designati ha, intanto, rinnovato alcune polemiche di carattere squisitamente politico, stavolta, e non tecnico- burocratico, già venute fuori nelle settimane scorse. In particolare all’interno del centrosinistra, dove i rappresentanti della lista “La Farfalla”, che ha tra i suoi promotori il pur non candidato ex segretario cittadino del Pd, Giuseppe Grioli, tornano a farsi sentire. Il più duro è stato Emilio Fragale, candidatosi insieme a Grioli alle primarie che hanno eletto Felice Calabrò candidato sindaco e già polemico in quella fase. Fragale ha dichiarato senza mezzi termini di var «preso atto della considerazione pari a zero che nei nostri confronti ha Calabrò e della cecità e aridità che lo circonda. Pertanto, nel rispetto delle posizioni di ciascuno, il mio impegno nei confronti del candidato sindaco “apparentato” sarà proporzionale alla sua considerazione, cioè zero». Fragale, di fatto, si tira fuori, lamentando l’assenza di risposte rispetto ad una serie di questioni sollevate nelle scorse settimane, dal coinvolgimento nell’elaborazione del programma al confronto sugli assessori designati, che “La Farfalla” avrebbe voluto che si nominassero tutti in prima battuta. Anche Grioli, mercoledì, era stato duro nel suo sfogo su Facebook: «Ancora scelte non concertate e calate dall’alto sui quartieri, sulla composizione delle liste e sul programma. Non siamo noi a voler creare contrapposizioni e chi vuole continuare su questa strada è chi le genera. Abbiamo offerto il contributo di una lista chiedendo solo buona politica. Non ci appartiene questo modo di fare politica. Per le nostre scelte combatteremo fino alla fine». “La Farfalla” abbandona Calabrò? Ieri il movimento si è riunito, confermando tutte le perplessità ma anche l’appoggio “condizionato” a Calabrò. «La posizione di Fragale è personale – spiega Grioli – ma rispetto è chiaro che ad oggi la mano che noi abbiamo proposto di dare, non è stata riconosciuta fino in fondo».

Sebastiano Caspanello – GDS

GRAZIE AI RIS DI MESSINA SI E’ CHIARITO LO SCENARIO: Bergamini, l’ex fidanzata indagata per concorso in omicidio volontario. Svolta nel caso del calciatore del Cosenza morto nel 1989, investito da un camion quando era già senza vita

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CASTROVILLARI (Cosenza) – Un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario è stato notificato a Isabella Internò, ex fidanzata di Donato Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 investito da un camion. L’avviso è stato emesso dalla Procura di Castrovillari che ha riaperto le indagini sulla morte del calciatore. L’avviso di garanzia, notificato dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, scaturisce dalle indagini avviate dalla Procura di Castrovillari dalle quali nel febbraio scorso è emerso che Bergamini era già morto quando fu investito dal camion e non si gettò a pesce sotto il mezzo, come stabilì la prima inchiesta. Ad ipotizzare il primo scenario sono una serie di perizie realizzate dai carabinieri del Ris e dal medico legale dopo la riapertura dell’inchiesta su richiesta della famiglia Bergamini.

L’UNICA TESTIMONE OCULARE – Era stata sentita in qualità di testimone nel dicembre del 2011 Isabella Internò, l’ex fidanzata del calciatore del Cosenza morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico (Cosenza) in circostanze mai chiarite. L’ex fidanzata di Bergamini era stata sentita nella nuova inchiesta che la Procura di Castrovillari ha avviato ipotizzando il reato di omicidio. Internò è l’unica testimone oculare di quel presunto incidente stradale che, fino a qualche anno fa, era ritenuto la causa della morte del calciatore. Ad avvalorare la tesi che il calciatore si fosse suicidato erano state, all’epoca, proprio le testimonianze della ragazza e del camionista che era alla guida del mezzo carico di agrumi che avrebbe investito il calciatore, provocandone la morte.

LA NUOVA INCHIESTA – L’anno scorso, nell’ambito della nuova inchiesta avviata dopo le denunce dei familiari, la Procura di Castrovillari affidò ai Ris di Messina e a un medico legale l’incarico di effettuare perizie e accertare le cause della morte. Dagli accertamenti scientifici era emerso che Bergamini era già morto quando fu investito dal camion. (Fonte: Ansa)

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