Quotidiano on line - News - Inchieste - Rassegna Stampa - Photoreportage

Home Chi sono E-Mail Archivio news Sentenze Mondo News Cronaca da Messina e dintorni Inchieste    Reportage
Commenti e appelli Diario Mondo Africa Periferie Culture Agenda & Consigli Fotografie Video










COMUNE MESSINA - LE DIMISSIONI DEI CONSIGLIERI STURNIOLO E LO PRESTI DA CMDB. IL COMUNICATO DEL SINDACATO ORSA, "La Rivoluzione deve ancora cominciare"
Le dinamiche di “Cambiamo Messina dal Basso”, così come era nato il movimento, non potevano che essere sposate da un sindacato di base come l’OR.S.A. fondato sulla democrazia partecipativa che in ogni vertenza ha sempre fatto emergere la volontà dei lavoratori. La gestione verticistica non appartiene alla nostra cultura, convinti come siamo che l’intelligenza collettiva è di gran lunga preferibile al pensiero individuale, soprattutto quando si tratta di ...
L'INCHIESTA DI ANTONIO MAZZEO: Droni, marò e parà italiani contro pirati e shabab somali
Nuova e pericolosa escalation militare italiana in Corno d’Africa. Secondo quanto pubblicato dalla rivista specializzata Analisi difesa, meno di un mese fa due velivoli-spia a pilotaggio remoto del 32° Stormo dell’Aeronautica militare, di stanza ad Amendola (Foggia), sarebbero stati schierati a Gibuti nell’ambito della missione antipirateria dell’Unione Europea “Atalanta”. I velivoli però opererebbe...
REGIONE SICILIA: La Zafarana nuovo capogruppo M5S. Guiderà i 5 Stelle fino a febbraio all’Assemblea regionale siciliana
Le regole interne di casa M5S prevedono la rotazione semestrale del capogruppo. Dopo Giancarlo Cancelleri e Francesco Cappello, sarà la messinese Valentina Zafarana il nuovo capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Ars. Spetterà a lei guidare il gruppo Cinquestelle fino alla fine di febbraio. Nei prossimi giorni i deputati del gruppo eleggeranno il suo vice. Valentina Zafarana è componente della commissio...

BARCELLONA: No ai funerali pubblici di Perdichizzi. Il questore di Messina Carmelo Gugliotta ha disposto la forma privata solo per i familiari per motivi di sicurezza

Niente funerali pubblici per chi in vita ha condiviso strategie mafiose e seminato terrore tra la popolazione. Ieri il questore di Messina Carmelo Gugliotta ha imposto il divieto di celebrazione dei funerali pubblici che erano stati fissati per oggi pomeriggio nella Basilica di San Sebastiano in suffragio di Giovanni Perdichizzi, 41 anni, ucciso nell’agguato mafioso la sera di Capodanno all’interno del bar “Jolly” nel quartiere Sant’Antonino con due colpi esplosi da un fucile a canne mozze caricato a pallettoni. Oggi non ci saranno cortei funebri e non si vedrà nemmeno la bara portata a spalla e accompagnata da saluti e persino applausi all’uscita dalla chiesa, così come avviene di consueto anche per i funerali di quanti sono stati ammazzati per fatti di mafia. Lo Stato per la prima volta vieta a Barcellona Pozzo di Gotto un corteo funebre e una celebrazione religiosa pubblica per “motivi di sicurezza” in quanto la vittima in vita ha fatto parte di una delle più temibili organizzazioni mafiose dell’Isola. Il questore Carmelo Gugliotta ieri in serata ha fatto notificare dagli agenti della polizia del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto ai familiari e all’arciprete della Basilica di San Sebastiano il provvedimento con cui si vietano funerali pubblici e si impone un accompagnamento in carro funebre dall’obitorio al cimitero. Nell’ordinanza, notificata anche al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto ed al responsabile comunale dei servizi cimiteriali, si “impongo – no”funerali all’alba in forma privata e senza cortei.

Messina, poteri speciali prorogati. Firmata l’ordinanza di protezione civile che consente di riavviare gli interventi nelle zone colpite dall’alluvione 2009

Si riparte con i poteri speciali per le zone alluvionate di Messina, Scaletta e Itala. È stata firmata ieri a Roma (mancava solo il visto del segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri) l’ordinanza di protezione civile grazie alla quale si rimetteranno in moto le strutture commissariali incaricate di portare a compimento i programmi di messa in sicurezza del territorio e di ricostruzione dei villaggi che recano ancora le profonde ferite inferte dalle colate di fango assassino. Si tratta di un passaggio essenziale, atteso da due mesi, che consentirà di appaltare gli ultimi progetti, in particolare quelli curati dal Genio civile relativamente alla sistemazione del versante delle vie Vallone e Puntale e alla realizzazione del collegamento tra i canali di gronda e fugatore nel cuore di Giampilieri Superiore. Gare da oltre 14 milioni di euro indispensabili per ricostruire il profilo urbano e il tessuto socio-economico del villaggio principale della vallata. Ma i progetti riguardano anche opere importanti per Santa Margherita, Briga, Scaletta Zanclea. Nei prossimi giorni il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta tornerà a Messina per recarsi nei luoghi dell’alluvione del 2009 e per presiedere una giunta di governo in una delle baraccopoli della città dello Stretto.

L’INCHIESTA: Sono quattro i magistrati indagati. Dopo la Procura di Salerno si muove pure quella di Napoli che aspetta la decisione del Gip. Per tre di loro il giudice ha ritenuto insussistente l’ipotesi di reato

Salgono a quattro i magistrati indagati nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Dda di Catanzaro, tesa ad accertare «l’esistenza e l’operatività nel Vibonese di un’associazione ’ndranghetistica facente capo a Pantaleone Mancuso (cl. 47)» e le cui competenze sono passate alle Procure di Salerno e Napoli. Nel primo caso il gip ha respinto la richiesta di interdizione dal servizio per quanto concerne tre magistrati del distretto di Catanzaro (Giampaolo Boninsegna, Paolo Petrolo e Giancarlo Bianchi) anche se la Procura ha presentato ricorso al Tribunale del riesame. Un’altra posizione, riguardante il giudice Cristina De Luca – attualmente in servizio a Salerno dopo un lungo periodo trascorso al Tribunale di Vibo – è ancora pendente davanti al gip del capoluogo campano. Anche nei suoi confronti gli inquirenti hanno chiesto la sospensione dal servizio. I magistrati a vario titolo debbono rispondere di rivelazioni del segreto inerenti alcune indagini e di abuso. Nello stesso procedimento sono indagati un avvocato del Foro di Vibo Valentia, Antonio Galati – che aveva rapporti di amicizia e frequentazioni con i magistrati – e il boss Pantaleone Mancuso, ritenuto dagli inquirenti una delle figure apicali dell’omonima cosca.

Trattativa, l’anonimo è un carabiniere: “Le carte di Riina nascoste in caserma”. L’inchiesta sui pm spiati e sui documenti del boss fatti sparire. La procura chiede i nomi di chi partecipò alla cattura

PALERMO – Da alcune settimane, i magistrati che indagano sulla trattativa fra mafia e Stato hanno riaperto in gran segreto uno dei capitoli più travagliati dell’antimafia, la cattura del capo dei capi Totò Riina. Vent’anni dopo, si fa avanti tutta un’altra storia rispetto alla versione ufficiale sempre ribadita dai vertici del Ros: “Il covo del latitante fu subito perquisito e l’archivio del capomafia venne inizialmente nascosto in una caserma dei carabinieri”, questo scrive l’anonimo ben informato che a fine settembre ha messo in allerta il sostituto procuratore Nino Di Matteo e i suoi colleghi del pool.

In dodici pagine, anticipate ieri da Repubblica, c’è una verità che presto potrebbe riscrivere la storia della trattativa fra le stragi del ’92-’93: poche ore dopo l’arresto di Riina, scattato in una delle piazze più note di Palermo, i carabinieri del Ros avrebbero perquisito la villa covo del boss senza avvertire i magistrati, portando via le carte del capo di Cosa nostra. “Si tratta di carte scabrose”, spiega adesso l’anonimo autore, che dice di essere stato testimone diretto di quei giorni del gennaio ’93: indica una caserma del centro dove sarebbe stato nascosto l’archivio di Riina. E poi traccia addirittura il percorso preciso per arrivare a una stanza in particolare. “Ma lì le carte sono rimaste poco, poi sono state portate via”, aggiunge. Dove, è
un mistero.

Una cosa, però, è certa: scorrendo quelle 12 pagine – suddivise in 24 punti – sembra emergere che il misterioso autore dell’anonimo è stato lui stesso un carabiniere, probabilmente un sottufficiale dei reparti territoriali o del Ros, perché indica con precisione nomi, cognomi e addirittura soprannomi dei militari e degli ufficiali che avrebbero partecipato a vario titolo alle indagini per l’arresto di Totò Riina. E adesso i magistrati di Palermo hanno chiesto ai funzionari della Dia di identificare tutti i carabinieri citati. Sono una trentina. Presto, potrebbero essere ascoltati uno dopo l’altro dai magistrati.

Al momento, le 12 pagine sono conservate nel cosiddetto “registro 46″ della procura di Palermo, quello che custodisce gli anonimi. Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che coordina l’inchiesta sulla trattativa, si limita a dire: “Abbiamo delegato accertamenti alla polizia giudiziaria”. Il procuratore Francesco Messineo aggiunge: “Su alcuni fatti, l’anonimo fornisce dettagli inediti. Stiamo cercando i riscontri”. I magistrati non escludono neanche l’ipotesi che dietro l’anonimo ci possano essere più persone, magari ex appartenenti a uno stesso reparto.

Dell’anonimo si occupano pure i magistrati della procura di Caltanissetta, che hanno aperto ufficialmente un’inchiesta dopo avere ricevuto una “comunicazione” dai colleghi palermitani. E non solo per il riferimento all’agenda rossa del giudice Borsellino (“È stata portata via da un carabiniere”), ma anche per le parole inquietanti sui magistrati di Palermo (“Siete spiati da qualcuno che canalizza verso Roma le informazioni che carpiscono sul vostro conto”). Dal Guatemala, l’ex procuratore Antonio Ingroia fa sapere: “In effetti, negli ultimi tempi ho avuto la sensazione netta di essere controllato, proprio per le mie indagini”.

Nella lettera non si parla solo di magistrati spiati, ma anche di “un magistrato della procura” di cui i pm della trattativa “non dovrebbero fidarsi”. È un altro mistero intorno a questa lettera senza firma.

L’anonimo autore poi lancia la sua ultima certezza: “La trattativa con la mafia c’è stata ed è tuttora in corso”. Ecco perché tanta attenzione sui magistrati. Lui, l’uomo del mistero, suggerisce che nel torbido dialogo fra Stato e mafia potrebbero essere coinvolti anche altri politici della prima repubblica, oltre Mancino, Dell’Utri e Mannino. Sono otto i nomi adesso al vaglio della procura. SALVO PALAZZOLO – REPUBBLICA.T

BARCELLONA PG: Omicidio Perdichizzi, eliminato uno scomodo ‘emergente’

Da tempo stava cercando di allargare il raggio dei propri affari. Forse voleva mettersi in proprio, scalare le gerarchie della criminalità barcellonese aggirando le rigide regole che regnano nelle famiglie mafiose. E’ una delle chiavi di lettura che in queste ore gli inquirenti stanno seguendo nelle indagini per l’omicidio del 41enne Giovanni Perdichizzi, ucciso ieri sera a Barcellona con due fucilate esplose da distanza ravvicinata. Un’esecuzione di stampo mafioso che non lascia dubbi sulla matrice. Perdichizzi era all’interno di un bar in piazza Sant’Antonino. Il 41enne era accanto al bancone quando ha fatto irruzione il killer con il volto coperto da casco da motociclista. Perdichizzi non si è accorto quasi di nulla. Il sicario gli ha esploso una prima fucilata alla schiena. Poi quando l’uomo è stramazzato a terra gli ha sparato il colpo di grazia alla nuca. Il killer è poi fuggito all’esterno dove l’attendeva un complice in sella ad una motocicletta. Erano le 19,30. Nella zona c’era tanta gente che visitava un presepe allestito in un vicino convento ma nessuno ha visto nulla. Stamani si è svolto in Procura un vertice coordinato dal sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera presenti gli investigatori di Carabinieri e Polizia che stanno effettuando le indagini. Per tutta la notte sono state eseguite perquisizioni in casa di pregiudicati barcellonesi e sono state sentite decine di persone compresi il titolare del bar in cui è avvenuto l’agguato e molti abitanti del quartiere e sono stati eseguiti diversi stub l’esame che accerta la presenza di residui di polvere da sparo sugli abiti e sulla pelle. Perdichizzi era considerato un personaggio in ascesa negli ambienti della criminalità  di Barcellona. Non a caso era stato arrestato l’anno scorso nell’operazione Mustra volta a decapitare le nuove leve di Cosa Nostra barcellonese. Sempre lui due anni fa era stato arrestato e poi scagionato dall’accusa di essere il mandante dell’attentato al gruppo Bonina. In quell’occasione l’esecutore materiale esplose diversi colpi di pistola contro l’auto del direttore commerciale dell’azienda. Intanto, Maria Teresa Collica, sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, chiede aiuto allo stato dopo l’omicidio di ieri, preceduto da un altro un mese fa, “episodi – dice – che fanno presagire una nuova escalation di violenza. La circostanza che la mafia sia disposta a portare a segno delitti plateali, in pieno giorno, contravvenendo alle regole opportunisticamente scelte della invisibilità e della sommersione, fa pensare all’assestamento di nuovi equilibri”. “I cittadini, però, non possono più sentirsi sotto assedio, specie nel momento in cui i vertici del gotha mafioso sono in carcere. Occorre – conclude – un segnale forte e tangibile della presenza dello stato. La legalità deve essere a Barcellona Pozzo di Gotto un punto di non ritorno, per questo lancio un appello agli organi di governo nazionale e regionale di immediata attenzione per questa città”.

L’EVENTO, IL PROGRAMMA – 7-8 gennaio 2013: Vent’anni dall’omicidio di Beppe Alfano

7-8 gennaio 2013: Vent’anni dall’omicidio di Beppe Alfano

L’8 gennaio 1993 veniva assassinato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) per mano della mafia il giornalista Beppe Alfano. L’8 gennaio 2013 ricorrerà il ventennale di questo omicidio mafioso. Per ricordare degnamente il giornalista e l’uomo Alfano, un gruppo di associazioni e comitati, unitamente ai familiari (in primis la figlia Sonia, eurodeputato e Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea), organizza una due giorni di eventi (lunedì 7 e martedì 8 gennaio) a Barcellona Pozzo di Gotto.

Il 7 gennaio sarà una giornata di studio sul tema del contrasto alle mafie a livello europeo ed internazionale, suddivisa in tre momenti di lavoro: uno dedicato alle tecniche investigative, uno relativo alla cooperazione giudiziaria, uno sul ruolo del giornalismo. La sera è previsto lo spettacolo teatrale (ingresso gratuito) di Giulio Cavalli, attore impegnato nella denuncia alla ‘ndrangheta in Lombardia attraverso le sue opere.

Durante la mattina di giorno 8 gennaio si terrà un evento sul tema della legalità coinvolgendo le scuole della provincia di Messina e di altre zone della Sicilia, col contributo di artisti impegnati, esponenti della società civile e delle istituzioni. Infine il pomeriggio dell’8 gennaio, dopo la messa commemorativa celebrata da Don Luigi Ciotti e l’intitolazione di una piazza di Barcellona Pozzo di Gotto a Beppe Alfano, si terrà il convegno conclusivo sulle vicende dell’omicidio Alfano e sul percorso giudiziario ormai ventennale che aspetta di giungere a fare completa luce su quei fatti. L’evento è patrocinato dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza della Regione Siciliana.

Il comitato organizzatore

Familiari Beppe Alfano Associazione nazionale familiari vittime di mafia Agende rosse Associazione nazionale “Etica e politica” 100X100 in movimento Associazione familiari via dei georgofili Centro Studi Paolo Giaccone Fondazione Chinnici Centro Pio La Torre Fondazione Caponnetto Libera Sicilia Associazione Vigliena Fondazione Progetto Legalità onlus Sezione sportiva antimafia Sicilia Fondazione Falcone Cittadinanza per la magistratura Comitato Addiopizzo PalermoLunedì 7 gennaio Workshop “Il contrasto alle mafie in Europa: esperienze a confronto”

Luogo: Palacultura Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto)

10:30 – Apertura dei lavori

Sonia Alfano (Presidente Commissione Antimafia del Parlamento Europeo) Michel Quillé (Direttore aggiunto di Europol)

Saluti di Maria Teresa Collica, Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto

11:00-13:30 – Le tecniche investigative: un’analisi comparata a livello europeo ed internazionale

Jörg Ziercke, Presidente della BKA, Polizia federale tedesca Giuseppe Magliocco, Comandante generale dello SCICO, Guardia di Finanza Enrico Ferrari, Direzione Investigativa Antimafia, Capo III divisione, Reparto “Investigazioni preventive” David Ellero, Europol, Unità O2 “Serious and organised crime” Gianni Baldi, Interpol, Direttore della Sezione “Drugs and criminal organizations” Laurie A. Schlag, Drug Enforcement Administration, Responsabile delegato Italia Melissa Thomas, FBI, Responsabile delegato Italia

14:45-17:00 – La cooperazione giudiziaria europea e internazionale nel contrasto alle mafie

Roberto Scarpinato (Procuratore generale della Corte d’Appello di Caltanissetta) Giovanni Salvi (Procuratore capo Direzione Distrettuale Antimafia di Catania) Nicola Gratteri (Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria) Marcello Viola (Procuratore capo della Procura di Trapani)

17:00-19:30 – Il ruolo del giornalismo contro le mafie

Saluti di Leone Zingales (Membro Giunta Esecutiva dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani) Domenico Affinito (Reporters sans frontières) Ilya Politkovsky (figlio della giornalista Anna Politkovskaja) Loris Mazzetti (Capo struttura, RAI 3)

Benny Calasanzio (scrittore) Maurizio Torrealta (giornalista, Caporedattore Rainews24) Lorenzo Baldo (giornalista, Antimafia 2000)

Dopo gli interventi dei relatori di ciascun panel avrà luogo un question time con la platea e con esponenti del comitato organizzatore. Presiede i lavori Sonia Alfano (Eurodeputato, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea)

21:30-23:00 – Spettacolo teatrale “Nomi, cognomi e infami” (di Giulio Cavalli) Luogo: Teatro dei Salesiani

Martedì 8 gennaio Giornata della Memoria “In ricordo di Beppe Alfano”

Luogo: Palazzetto dello Sport (Barcellona Pozzo di Gotto)

9:30-13:00 – La mafia odia la cultura: legalità e scuola per un futuro migliore

Saluti di Maria Teresa Collica, Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Nelli Scilabra (Assessore Regionale all’istruzione e alla formazione professionale) Salvatore Vella (Sostituto Procuratore, Procura di Agrigento) Giovanbattista Tona (Giudice, Corte d’Appello di Caltanissetta) Ragazze vittime attentato di Brindisi Don Luigi Ciotti (Libera) Sonia Alfano (Eurodeputato, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea) Rita Borsellino (Eurodeputato) Roberto Saviano (scrittore)(contributo video) Piera Aiello, Giuseppe Carini e Ignazio Cutrò (testimoni di giustizia) Umberto Di Maggio (Responsabile Libera Sicilia) Pif (regista e autore) Alessio Vassallo (attore) Interventi dei rappresentanti del comitato organizzatore e di familiari delle vittime di mafia Modera: Stefania Petyx

15:00-16:00 – Messa di commemorazione di Beppe Alfano (celebrata da Don Luigi Ciotti) Luogo: Duomo di Santa Maria Assunta (Pozzo di Gotto)

16:15-16:45 – Cerimonia di intitolazione dell’attuale piazza Trento a Beppe Alfano e piantumazione albero della legalità

Luogo di raduno: Via Marconi (Barcellona Pozzo di Gotto) 17:00-20:00 – L’omicidio Alfano: 20 anni per la Verità

Luogo: Palacultura Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto)

Sonia Alfano (Eurodeputato, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea) Luca Tescaroli (Sostituto procuratore, Procura di Roma) Salvatore Borsellino (fratello del magistrato Paolo Borsellino) Rosario Crocetta (Presidente della Regione Sicilia)

Fabio Repici (avvocato famiglia Alfano) Beppe Lumia (Senatore, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia) Marco Travaglio (giornalista) Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli) Giulio Cavalli (Consigliere regionale Lombardia e attore teatrale) Giorgio Ciaccio (Deputato, Assemblea Regionale Siciliana) Modera: Peppino Lo Bianco