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NELL'INTERROGATORIO DI GARANZIA IL PENTITO BISOGNANO NON RISPONDE - Messina, i boss arrestati esultavano per il crac della Tecnis: "Così si apre spazio per noi"










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RASEGNAWEB - MESSINA: Busta con proiettile e minacce all’avvocato Bonni Candido


da NORMANNO.COM - Una busta con un proiettile e una minaccia, destinatario l’avvocato Bonni Candido, noto penalista messinese, impegnato nei più importanti tra i processi che vedono coinvolti colletti bianchi. La busta, gialla, è giunta all’indirizzo di studio del professionista. Conteneva un proiettile e poche righe, scritte al computer, sufficienti a far comprendere che a qualcuno quel penalista...
RASSEGNAWEB - MESSINA: Operazione OTOLANDIA, la truffa delle protesi acustiche. CONDANNATI I MEDICI ACHILLE SALVINI (5 ANNI) E ROBERTO FORMENTO (3 ANNI E 5 MESI)


Cinque le condanne inflitte dai giudici della seconda sezione penale (presieduta da Fabio Pagana, a latere Claudia Misale e Antonino Barbagallo), due le assoluzioni, nell’ambito del processo scaturito dalla operazione Otolandia, del 2009, sulle protesi acustiche che vedeva al centro dell’inchiesta una società, accusata di avere messo in piedi una serie di truffe (50) per ottenere dall’Asl 64mila euro che - sostenne l’accusa - non erano dovuti....

 

MESSINA: IL FALLIMENTO DELLA GEDIM COSTRUZIONI. GLI ONOREVOLI BASILIO E ANTONINO GERMANA' CONDANNATI ANCHE IN APPELLO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA (3 ANNI E DUE MESI)



  LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA HA PARZIALMENTE RIFORMATO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO NEL PROCESSO SCATURITO DAL FALLIMENTO DELLA 'GEDIM' COSTRUZIONI, IMPRESA ...
ECCO LE INTERCETTAZIONE - MESSINA, L'OPERAZIONE 'MATASSA' SULLA LURIDA COMPRAVENDITA DEI VOTI: INTERROGATO PAOLO SIRACUSANO, 'BECCATO' IN UNA TELEFONATA CON BALDASSARRE GIUNTI. E' INDAGATO DI CONCORSO IN ASSOCIAZIONE A DELIQUERE FINALIZZATA ALLA CORRUZIONE ELETTORALE





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Calcio Scommesse Lega Pro: Procura di Catania apre inchiesta. 5 LE PARTITE DEL MESSINA SOTTO OSSERVAZIONE

Sedici partite anomale, 5 del campionato di Serie A e 11 di Lega Pro, sono state rilevate sul dossier presentato dai bookmakers agli inquirenti. La notizia, riportata ieri da La Repubblica, ha avuto un riscontro oggi: la Procura di Catania ha infatti aperto un’inchiesta per quel che riguarda i match del campionato di terza categoria. Giri di scommesse anomali che hanno fatto scattare un campanello d’allarme e sui quali si indagherà nelle ore e nei gio...

Provenzano, confermato il 41bis. L’avvocato: “Lesione del diritto di difesa”

Respinta la richiesta di revoca del 41bis per Bernardo Provenzano. Secondo il Tribunale di sorveglianza di Bologna, le condizioni di salute del boss corleonese non giustificano l’interruzione del carcere duro. ”Non ci è stata notificata nemmeno la fissazione dell’udienza quindi non ho potuto partecipare”, ha spiegato Rosalba Di Gregorio, avvocato di Provenzano, a ilfattoquotidiano.it. “Ho saputo del provvedimento del Tribunale di sorveglianza dai giornalisti. Per l’udienza è stato evidentemente nominato un difensore d’ufficio. E’ una lesione del diritto di difesa che faremo presente nel ricorso in Cassazione”.

Negli atti esaminati dal tribunale, c’è anche la trascrizione di un colloquio in cui il boss corleonese chiedeva alla moglie come andasse “a putia”, cioè la bottega. Per i giudici ciò potrebbe far pensare alla richiesta di informazioni da parte di Provenzano su come “vadano gli affari” che nel suo caso sarebbero “di mafia”. “Non sapeva quello che diceva, è completamente sconnesso“, ha spiegato l’avvocato. “Non ha nemmeno senso che vada a trovarlo, è ridotto a un vegetale. Al suo ultimo ricovero in ospedale, è arrivato in coma, con infezioni gravi e in stato di malnutrizione e disidratazione”.

La decisione dei magistrati bolognesi ha assecondato le indicazioni della direzione nazionale antimafia, mentre le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze avevano dato parere favorevole alla revoca del 41bis. “Il 15 luglio scorso Provenzano è stato visitato e sono stati riscontrati gravi deficit di comprensione e di movimento“, ha aggiunto Rosalba Di Gregorio. “I medici scrivono che non può essere sottoposto a colloquio e quindi a perizia psichiatrica perché non può rispondere alle domande. Alterna stadi di sopore alla veglia. La valutazione non è stata eseguibile, ma secondo i giudici non si sa se questa condizione sia voluta o meno. Insomma, secondo loro Provenzano fa finta”.

L’avvocato del boss chiederà di farlo partecipare alle udienze del processo sulla trattativa Stato-mafia, dalle quali era stato esentato proprio in quanto impedito dalla grave situazione della sua salute. “Tutti” ha spiegato “si renderanno così conto delle condizioni in cui versa Provenzano”.

Messina: Muore aspettando l’ambulanza, c’è un’inchiesta

Una donna invalida di 56 anni che si sente male in casa, una calda mattina d’agosto, il marito e le figlie che chiamano allarmati il 118, ma dopo un’ora e passa non si sente nemmeno in lontananza quella sirena rassicurante, tanto che la sistemano alla meglio sull’auto di un vicino e partono tutti verso il Policlinico. Ore di angoscia appesi a quella porta a vetri della Rianimazione dopo un passaggio al pronto soccorso, fino alle sei del pomeriggio, quando una dottoressa ha l’ingrato compito di dire che non c’è stato nulla da fare: «… mi comunicava che mia moglie era deceduta senza però specificare altro». Ecco la triste storia su cui il sostituto procuratore Fabrizio Monaco ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per la morte della 56enne G.R., deceduta il 26 agosto alla Rianimazione del Policlinico dopo una giornata di sofferenze. I familiari infatti, il marito e le figlie, lo stesso giorno hanno presentato una dettagliata denuncia all’Ufficio prevenzione generale della polizia, e adesso assistiti dal legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Donato, vogliono sapere dalla magistratura se ci sono responsabilità mediche o organizzative del 118 per quella giornata angosciante conclusa tragicamente. Il sostituto Monaco ha già sequestrato tutti gli atti amministrativi e le cartelle cliniche della vicenda, l’autopsia affidata al medico legale Elvira Ventura Spagnolo è stata già eseguita e si attendono gli esiti tra 60 giorni.

Le ’ndrine lombarde nel business dei rifiuti. Da indagni del Noe di Milano emerge l’esistenza di un’organizzazione che aveva il monopolio nel movimento terra e del materiale dei cantieri

L’INCHIESTA. Costituisce un seguito dell’operazione “Infinito”, condotta dalla Dda di Milano il 13 luglio 2010 con una raffica di 185 arresti che aveva decapitato e smembrato la ‘ndrangheta all’ombra della Madonnina e aveva consentito di individuare numerosi “locali” attivi in Lombardia.

LO SVILUPPO. Dall’attività dei carabinieri del Noe del capoluogo lombardo è emersa l’esistenza di un’organizzazione che nel tempo si è assicurata il monopolio nei lavori di movimento terra e nello smaltimento dei materiali provenienti da scavi e demolizioni di numerosi cantieri.

IL METODO. I rifiuti prodotti nel corso delle opere di demolizione, ristrutturazione e bonifica eseguite nel territorio milanese venivano illecitamente riversati, senza alcun trattamento, presso siti non autorizzati.

‘Ndrangheta: Monopolio cosca su appalti pubblici, scattano arresti. Tra gli arrestati ex sindaco di S. Procopio Rocco Palermo

Un’operazione della squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco è in corso per l’arresto di sette presunti appartenenti alla cosca Alvaro operante a Sinopoli, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Cosoleto e Delianuova, accusati di associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni. Dalle indagini sarebbe emerso un vero e proprio monopolio nella gestione di appalti pubblici con amministratori locali ed imprenditori compiacenti, oltre una serie di interessi illeciti e di infiltrazioni in settori dell’economia legale.

L’ex sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, di 52 anni, due imprenditori ed un commerciante figurano tra le sette persone arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco di Roma nell’ambito di un’operazione contro la cosca Alvaro. Palermo era già stato arrestato nel giugno del 2010 nell’operazione ‘Meta’, condotta contro le cosche di Reggio e della provincia. L’ex sindaco è ritenuto dagli investigatori un uomo di fiducia di Cosimo Alvaro, ritenuto il capo cosca.

In seguito all’arresto di Palermo, il Comune di San Procopio fu poi sciolto per infiltrazioni mafiose, nel dicembre 2010, dal Consiglio dei Ministri. I due imprenditori arrestati, secondo quanto si è appreso, sono accusati di essere inseriti a pieno titolo nella cosca degli Alvaro. In particolare sarebbe stato proprio grazie alla loro attività che la ‘ndrina riusciva ad ottenere gli appalti. I provvedimenti restrittivi eseguiti stamani sono stati emessi dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato le indagini. (ANSA)

IL VIDEO – Barcellona Pozzo di Gotto, familiari e società civile in corteo per chiedere verità e giustizia per ATTILIO MANCA

La notizia dell’archiviazione delle indagini sul delitto di Attilio Manca è arrivata come una doccia fredda, sebbene non a sorpresa, per i familiari e per quanti in questi anni abbiano chiesto a gran voce che il delitto dell’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto non rimanga un caso irrisolto. Ieri proprio nella cittadina della provincia di Messina in cui l’urologo è nato e cresciuto l’Associazione Amici di Attilio Manca, si è organizzato un corteo pacifico con l’obiettivo di coinvolgere tutta la cittadinanza locale e sensibilizzare le coscienze sulla gravità di un provvedimento iniquo che lede la dignità di ogni cittadino. Insieme ad Angela, Gino e Gianluca Manca presenti Salvatore Borsellino; Piero e Pasquale Campagna, i fratelli di Graziella; Antonio Presti, presidente della Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte; l’europarlamentare Sonia Alfano, presidente della Commissione Speciale Antimafia, ma soprattutto figlia di Beppe; Santo Laganà, presidente dell’Associazione “Rita Atria”; il giornalista e scrittore Riccardo Orioles, socio fondatore della rivista “I Siciliani”; oltre, ovviamente, diversi amministratori e politici siciliani.

L’INTERVENTO DEL SINDACO DI MESSINA RENATO ACCORINTI

La storia. Attilio Manca trovato morto a Viterbo nella notte fra l’11 e il 12 febbraio del 2004 è stato uno dei pochi medici in Italia capace di operare tumori alla prostata in laparoscopia. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto il giovane Attilio era diventato un fiore all’occhiello della medicina italiana e dopo la specializzazione aveva raggiunto livelli di eccellenza nel suo settore. Una carriera brillante, un presente sereno e molti progetti in cantiere, fra i quali una partenza in programma all’estero. Sino a quella notte, quando l’urologo venne trovato morto nella sua casa di Viterbo, città nella quale viveva e lavorava. Secondo le prime indagini portate avanti dalla procura ( poi confermate nelle motivazioni che hanno portato all’archiviazione della pista “mafiosa” sul caso Manca) il medico sarebbe morto iniettandosi per ben due volte con la mano sinistra nel polso sinistro (Attilio era mancino) un mix di droghe. Tutta una serie di indizi legati al ritrovamento del corpo del giovane medico, secondo i familiari e l’avvocato Fabio Repici, farebbero però pensare ad un omicidio. E ancor più, pesanti coincidenze legherebbero questo inscenato suicidio alla latitanza del boss di Cosa nostra, Bernardo Provenzano. Attilio Manca, secondo i familiari infatti, sarebbe stato «ingaggiato» dalla mafia barcellonese (da sempre operativa sulle latitanze dei grandi boss siciliani) per visitare e operare il finto «Gaspare Troia» nella clinica di Marsiglia nell’ottobre del 2003. L’avvocato Repici, negli anni, ha portato numerosi indizi chiedendo ai magistrati di indagare anche in questa direzione. Quest’estate, invece, è arrivata la notizia che per cinque dei sei indagati (legati alla pista che porta a Bernardo Provenzano) per la morte dell’urologo di Belcolle si è scelto di archiviare le indagini. Il caso Manca – sul quale è stato scritto anche un libro a firma di un giornalista spagnolo “L’enigma del caso Manca” edizioni Terrelibere – rimarrebbe ad oggi, dunque, un suicidio dovuto ad assunzione di droga. Ma familiari, società civile, associazioni e alcuni politici continuano a pensare che le cose non siano andate cosi. E oggi a Barcellona Pozzo di Gotto hanno organizzato un corteo per chiedere che si continui ad indagare e che il caso di Attilio non rimanga irrisolto come molti altri casi simili che hanno attraversato la storia del nostro Paese, soprattutto quando dietro si sono nascosti interessi e strategie criminali di Cosa nostra. L’archiviazione. ”Considerando la complessità della vicenda, in continuità e nel rispetto del lavoro già svolto dagli inquirenti – ha commentato dopo aver saputo dell’archiviazione del caso Manca per alcuni indagati don Ciotti, presidente di Libera – riteniamo che sia necessario che la Procura Nazionale Antimafia prenda in mano il caso per intraprendere ulteriori percorsi di ricerca di verità e giustizia cosi’ come da anni chiedono i familiari di Attilio Manca”. “A noi come alla famiglia di Attilio non interessa avere un assassino a tutti i costi ma solo una verità giudiziaria che coincida con la verità dei fatti, una verità che dia risposte esaurienti ai tanti interrogativi sulle dinamiche di quella morte, su certe preoccupate telefonate di Attilio ai suoi familiari qualche giorno prima del rinvenimento del cadavere, di quel viaggio misterioso in Francia di qualche tempo prima e e le numerose coincidenze con le vicende legate alla latitanza di Provenzano – continua Ciotti”.” Nell’attesa di conoscere le motivazioni dei giudici di Viterbo noi continueremo a camminare accanto alla famiglia Manca nella loro richiesta di giustizia – conclude – perché ad Attilio venga restituita la dignità della verità”.

MESSINA: Accorinti e 5 Stelle, nuova alleanza

Non se l’erano sentita di candidarlo a sindaco, il loro regolamento non accettava la presenza nelle loro liste di altri partiti e movimenti, ma adesso sposano la sua linea programmatica. “Non è un accordo politico il nostro, nessuna ambiguità. E’ un accordo etico fra cittadini.” A fare chiarezza sulla nascita del nuovo sodalizio, suggellato stamattina con l’incontro nella sala Falcone Borsellino di palazzo Zanca, non soltanto il sindaco Renato Accorinti, ma anche il deputato regionale del Movimento 5stelle Valentina Zafarana. Otto assessori non bastano per mettere in campo tutte le idee e tutti i progetti di cui ha bisogno questa città- ha aggiunto il primo cittadino. E’ come avere il nono assessore virtuale o anche degli esperti nei vari assessorati. ben vengano nuove proposte e da tutti, senza barriere partitiche, ma sempre ricordando -conclude Accorinti- che la nostra stella polare è il bene comune. Tecnicamente la riunione di oggi è servita anche ad approfondire alcuni progetti dei grillini, lanciati in campagna elettorale dal candidato sindaco Maria Cristina Saija, come la Red line: quel percorso evidenziato da una linea rossa, da far partire dal punto di sbarco dei croceristi per indirizzare la visita turistica nei punti cruciali della città. O come la pista ciclabile, meglio intesa come una corsia blu, che parte da villa dante e attraversa il viale S. Martino per favorire l’utilizzo delle biciclette al posto delle auto e dei mezzi pubblici. E ancora come la campagna rifiuti e cemento zero. Insomma tutto ciò che favorisce la riqualificazione ambientale del territorio. Un invito a nozze per la giunta accorintiana che ha come obiettivo principale puntare al miglioramento della qualità della vita per i messinesi. A questo proposito la prima battaglia che il sindaco e i grillini vogliono portare avanti è quella di far uscire la città dello stretto dalla black list del Paese, il piano d’azione dell’energia sostenibile INT. Sabato prossimo, a Barcellona Pozzo di Gotto, il Movimento 5 Stelle terrà il primo festival siciliano “Territorio Zero” e farà incontrare Accorinti con Angelo Consoli, presidente del CETRI-TIRES (comitato europeo per la terza rivoluzione industriale), per discutere di un’eventuale collaborazione per la stesura del piano.

CINEMA: NASTRI A TAORMINA FINO AL 2016. Siglato a Venezia l’accordo tra il SNGCI e Taormina

Venezia – Special guest Cesare Cremonini, premiato quest’anno per la migliore canzone, matrimonio confermato alla Mostra del Cinema del Lido tra Taormina e i Nastri d’Argento. L’annuncio di un’intesa per i prossimi due anni, in vista dei festeggiamenti per i primi 70 anni del Sngci e del Premio, oggi al Lido dove il Sindaco Eligio Giardina ha formalizzato, intanto, nero su bianco, l’impegno del Comune e di Taormina Arte per il prossimo biennio. “Il rapporto con i Nastri è ormai imprescindibile” ha detto il Sindaco di Taormina. E a nome del Sindacato Laura Delli Colli ha confermato chei Nastri sono certamente un valore aggiunto per Taormina come, del resto, la magnifica scenografia del Teatro Antico lo è per il Premio”. La prossima edizione dal 27 al 29 Giugno, con la premiazione la sera del 28. “E se ci saranno le partite dei Mondiali faremo in modo di garantireai Nastri uno schermo grande al Teatro Antico” ha già preso l’impegno il Sindaco, al quale è andato anche il grazie di Cremonini: “Taormina è un luogo speciale. Ci tornerei subito, come spero di tornare al più presto ai Nastri, magari non solo per una canzone ma perché no, anche come attore”…

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Il treno del ferro


Voci nel fango