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IL DOCUMENTO, IL VIDEO: L'intervento ufficiale in occasione del 70° anniversari della Liberazione a San Martino di Monte Sole (Bo) del Sindaco di Messina Renato Accorinti


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Crollo Scorciavacche, ecco i 30 indagati. Vertici Anas, tecnici, progettisti. Nell'elenco anche Bevilacqua consulente per la "Bolognetta scpa"


Non solo i vertici dell'Anas siciliana, ma anche volti noti tra i professionisti dell'Isola. La procura di Termini Imerese ha inviato ben trenta avvisi di garanzia per il crollo del viadotto "Sorciavacche" sulla Palermo-Agrigento, ceduto dopo appena sei giorni dall'inaugurazione. Tra questi c'è lo stato maggiore dell'Anas in Sicilia, a partire dal direttore generale Salvatore Tonti, ma anche l'ex presidente dell'Autorità portuale Nino Bevilacqua, in qualità di ...
RASSEGNAWEB - MESSINA, IL CASO DI PRESUNTA PEDOFILIA: Frate della parrocchia di San Domenico incastrato da finto camionista gay. La Procura apre un’inchiesta. TUTTI I PARTICOLARI


DA MICHELESCHINELLA.IT - “Avevo trovato un padre che per prendersi la cocaina mi ha lasciato il figlioletto che accudivo. Alla fine è rientrato: non aveva soldi per prendersi la cocaina, ha voluto 100 euro e io sono andato a darglieli mi ha risposto “Io non sono mica frocio se vuoi ti faccio leccare due minuti il mio figlioletto”. Infine era carino e l’ho fatto. Aveva cinque o sei anni. Ho fatto due foto anche come dire guarda fino a che punto arr...

 

LA STORIA E I TRIBUNALI... - MESSINA: Nessun patto tra la mafia e MessinAmbiente. Raimondo Messina e Gaetano Nostro assolti dai giudici della Corte d’appello per non aver commesso il fatto



Le basi del castello accusatorio erano già state spazzate via. Adesso cade anche quel che resta dell’impianto costruito dalla Procura e smantellato, colpo dopo colpo, dalla difesa. Si sg...
SICILIA: Spese pazze all'Assemblea regionale, la Procura: "Processo per 14 capigruppo". C'E' ANCHE CATENO DE LUCA

A un anno dagli avvisi di garanzia, la procura di Palermo diretta da Franco Lo Voi chiude l'inchiesta sulla gestione spregiudicata dei fondi affidati ai gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana. Questa mattina, i finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria hanno notificato il provvedimento di chiusura dell'indagine a 14 capigruppo che si sono alternati nella precedente legislatura. Sono Giulia Adamo (nel tempo...
MESSINA: Dia. Illustrato il bilancio della lotta alla mafia

Il direttore della Direzione Investigativa Antimafia, Nunzio Antonio Ferla, ha visitato la Sezione Operativa di Messina. Nell’occasione, alla presenza del caposezione, Letterio Romeo, e del capocentro di Catania, dal quale la sezione dipende, Renzo Panvino, e del personale in servizio nella struttura, sono state analizzate le attività investigative in corso ed effettuate future strategie da adottare nella lotta al fenomeno mafioso. Nel tracciare un bilancio dell’ultimo anno, sono stati m...

Messina: principio di incendio su nave senza passeggeri a bordo

A largo delle Isole Eolie un principio di incendio si e’ sviluppato su un traghetto della Tirrenia. La nave, dopo alcuni lavori, era partita da Messina senza passeggeri a bordo. A circa otto miglia dalle Eolie, un problema all’impianto elettrico del traghetto, segnalato alla Capitaneria di Porto di Lipari, ha causato un principio di incendio. Scattato l’allarme, l’equipaggio e’ subito riuscito a domare le fiamme.

MESSINA, LA RIFLESSIONE SULLA PROTESTA STUDENTESCA: La crisi la paghino i ricchi. di Pietro Giunta

La protesta che accomuna tutte le categorie è, ancora una volta, quella contro l’austerity che sta comportando tagli inaccettabili. In tutta Europa si organizzata, con la partecipazione di 23 paesi, una giornata di protesta contro l’imposizione dall’alto di un modello finanziario che richiede al 90% della popolazione europea lacrime e sangue. La manifestazione che ha interessato tutta l’Italia (tutti in piazza contro l’austerità) , ha coinvolto in uno sciopero generale quasi tutte le categorie di lavoratori ed è sfociata in centinaia di manifestazioni di piazza caratterizzate da scontri e tensione. A Messina i protagonisti sono stati gli studenti delle nostre Scuole che a Piazza Antonello al grido di “no alla Legge Aprea, no alla Spending Review”, hanno risvegliato la coscienza oggi più che mai alienata della nostra città. Una città allo stremo, con un futuro di lacrime e sangue e un debito di 240 milioni di euro aveva bisogno di una scossa. Aveva bisogno di questi ragazzi, dei nostri ragazzi, capaci di dire parole e manifestare come noi ormai non siamo più capaci di fare. Ragazzi che sono stati capaci di dire al Commissario Croce “la crisi la paghino i ricchi” e lo hanno fatto con uno striscione che ha sventolato a Palazzo Zanca, proprio in quelle stessa stanze dove un paio di giorni prima il Commissario diceva: “che per evitare la crisi si sarebbe colpito a scendere dall’alto in basso”, cioè che tutti i 250.000 cittadini di Messina, senza distinzione alcuna tra poveri o ricchi, responsabili o innocenti, fannulloni, operai, disoccupati, giovani o vecchi, dovranno sanare un debito senza fondo fatto da altri e imposto dalle regole della finanza pubblica. In questo nuovo mondo dove la “res publica” lascia il posto al privato e dove le Scuole sono viste come un’azienda con un apparato manageriale e un proprio bilancio di entrate e spese, un consiglio d’amministrazione e un capitale sociale d’amministrare, non c’è più posto per i Consigli d’Istituto e la rappresentanza studentesca. Questo hanno voluto denunciare i nostri studenti. Ci hanno detto che non sono disposti a rinunciare a quei principi democratici rappresentati dagli organi collegiali del Decreto 297/94 e che non vogliono riconoscere e accettare il principio dell’efficienza finanziaria ad ogni costo e senza alcun controllo a cui li sottoporrebbe l’ex legge Aprea. In altri termini alla Dittatura di un Consiglio d’Amministrazione preferiscono la Democrazia di una decisone collegiale e condivisa. Come dagli torto. Invece di picchiarli o sottoporli a fermo di polizia, vedi i due ragazzi che sono stati fermati dai solerti vigili urbani di Palazzo Zanca, dovremmo prendere esempio da loro e ringraziarli. Anche noi, le forze sindacali, gli operai e tutta la città dovrebbe chiedere al Commissario Croce di fare una scelta collegiale e condivisa sulla dichiarazione di dissesto del Comune di Messina. La verità, caro Commissario, deve essere detta fino in fondo. Messina deve sapere cosa succede in caso di dissesto o meno. Deve sapere che la cura per evitare il dissesto comporterà che i 250.000 mila cittadini di cui sopra, senza alcuna distinzione, pagheranno per almeno 10 anni le tasse al massimo ( tra 300 e 400 l’acqua e tra 400 e 500 la Tarsu… ecc) e a prescindere dalle cifre più o meno esatte devono sapere che le uniche spese ammesse saranno quelle previste per legge (addio a mense scolastiche e trasporto disabili, servizi sociali ecc.) e che un debito di 240 milioni si trasformerà tra interessi e rivalutazione in 350 milioni. Allo stesso modo la Città deve sapere che in caso del dissesto gli esuberi di personale dell’Ente, (attualmente 500 unità se accorpiamo anche le partecipate del Comune) saranno messi in mobilità, che 10% dello stipendio del personale sarà tagliato e che i nostri politici e amministratori saranno chiamati a rispondere del loro operato. Come si vede la scelta non è facile o indolore, ed hanno ragione i nostri ragazzi la scelta non può venire dall’alto ma deve essere collegiale e condivisa. In altri termini la crisi di Messina la paghino i ricchi di Messina, tutti quelli che in questi anni hanno mangiato con dieci bocche pur avendone una sola. Un ultima cosa Commissario, se deve colpire qualcuno non colpisca tutti dall’alto al basso ma si fermi al medio che di solito bocche ne ha almeno cinque.
Pietro Giunta.

FU QUESTORE A MESSINA: Carlo Ferrigno in arresto. Deve scontare una pena residua di 2 anni e 8 mesi

Carlo Ferrigno, ex prefetto di Torino, è stato arrestato nella notte a Torino. Già in manette in passato, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm di Milano Stefano Civardi, deve scontare una pena residua di 2 anni e 8 mesi per prostituzione minorile, millantato credito, rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici.

Aveva patteggiato in precedenza 3 anni e 4 mesi per millantato credito e prostituzione minorile, per aver ricevuto prestazioni sessuali da alcuni giovani – compresa una minorenne – in cambio di presunte agevolazione nella pubblica amministrazione.

Il provvedimento è stato notificato a Ferrigno nella sua abitazione. L’ordine di carcerazione era stato emesso lo scorso 6 novembre. Si trova già in carcere.

MESSINA: Lettera aperta ai vigili urbani che hanno strappato lo striscione di mano a Claudio e Marco di GINO STURNIOLO

Stanno girando in rete foto che vi raffigurano mentre strappate violentemente lo striscione di mano a Claudio e Marco e mentre li trascinate per le scale del Municipio di Messina. Sono immagini che fanno rabbia e producono indignazione. I vostri occhi vi hanno permesso di assistere in questi anni a quanto di peggio la politica possa produrre. Siete stati testimoni di un consiglio comunale e di una Giunta che hanno accompagnato la città e il Comune di Messina verso il declino e si apprestano a dichiararne ufficialmente il fallimento. Avete protetto (e forse anche chinato il capo davanti a) chi oggi viene accusato di avere truffato per 13 milioni di euro le casse pubbliche. Avete visto il dolore di chi non percepisce da mesi lo stipendio attraversare quel perimetro che siete chiamati a difendere. Oggi anche il vostro futuro e il vostro stipendio sono a rischio. Per tutto questo, quello striscione non solo non avreste dovuto strapparlo di mano a Claudio e Marco, ma avreste anzi dovuto aiutarli a stenderlo meglio. Su quello striscione c’e scritto “La crisi la paghino i ricchi”.Quello striscione e’ un piccolo tentativo di difendere anche voi, di difendere chi si trova oggi a pagare una crisi che non ha provocato, mentre chi ha goduto della moltiplicazione del denaro attraverso il denaro continua a fare profitti strafottendosene dell’impoverimento generalizzato che investe la società. C’e’ un tempo per tutto nella vita e c’e’ anche il tempo cui si alza il capo e non si eseguono compiti odiosi. La solerzia che avete utilizzato nei confronti di Claudio e Marco meriterebbe cause migliori, cause per le quali probabilmente avete sempre preferito girare la testa dall’altra parte. Ho due figli piccoli e spero proprio che crescano come Claudio e Marco, che siano in grado di battersi contro le ingiustizie, se non proprio come due leoni, almeno come due lupacchiotti, che abbiano il coraggio anche loro di arrampicarsi su un balcone e urlare la propria rabbia. A voi oggi toccherebbe di chiedere scusa a quei due ragazzi. GINO STURNIOLO

MESSINA: Le calunnie dei pentiti all’ avv. Colonna. Minacce e casi d’usura. Assolto I’ex boss Sparacio

Una vecchia storia giudiziaria a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 che vedeva come parte lesa l’avvocato Ugo Colonna per un complotto tra collaborarori di giustizia con minacce e calunnie ai suoi danni e per altroverso alcuni casi d’usura, s’è conclusa ieri con assoluzioni e prescrizioni davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale, in questo caso presieduta dal giudice Rosa Calabrò per una incompatibilità del presidente Mario Samperi. Alla sbarra c’erano l’ex boss Luigi Sparacio, poi i collaboranti Salvatore Giorgianni e Vincenzo Colafati, e anche Luigi Cuminale (deceduto). Sono stati assistiti dagli avvocati Vincenzo Cannarozzo, Fabio Di Santo e Antonella puglisi. Incastro di accuse molto complesso. Sparacio aveva accusato l’avvocato Colonna di usura; Colafati aveva accusato sempre Colonna di usura; Sparacio e Cuminale avevano minacciato l’avvocato Colonna durante alcune udienze; Giorgianni aveva accusato Sparacio di subornazione, ovvero della promessa di denaro per accusare l’allora capo della Mobile Montagnese, e era accusato a sua volta anche d’usura. Dopo la dichiarazione di alcune prescrizioni i giudici hanno assolto Sparacio (capo A), Colafati (capo B) e Giorgianni (capo D), con la formula “perché ii fatto non sussiste”. NUCCIO ANSELMO – GDS

MESSINA E IL MUNICIPIO BLINDATO. LA RIFLESSIONE DI TONINO CAFEO: I vigili, gli striscioni e gli studenti

comune

PALAZZO ZANCA ASSEDIATO – FOTO: EDG

Palazzo Zanca continua ad essere gestito dai suoi inquilini come un fortino assediato piuttosto che come “casa comune” di tutti i cittadini.

Anche stamane, in occasione del partecipato corteo di studenti e lavoratori organizzato nell’ambito della Giornata di Sciopero Europea contro le politiche di austerità non sono mancati i momenti di tensione con le forze dell’ordine proprio in conclusione della manifestazione, quando un gruppetto di attivisti della Rete Noponte e del movimento studentesco ha tentato, dopo essere entrato pacificamente in Municipio, di srotolare uno striscione con su scritto “la crisi la paghino i ricchi” dalla balconata del Salone delle Bandiere, al primo piano.

“Non appena lo striscione è stato aperto – racconta Claudio Risitano – un funzionario del Comune ci ha intimato di chiuderlo e andare via. Subito dopo quattro agenti della Polizia Municipale, senza alcun preavviso, mi hanno strattonato violentemente e trascinato via con la forza. Lo striscione è stato strappato”.

Gli attivisti sono stati bruscamente accompagnati a pian terreno e identificati e questo senza che fosse data loro alcuna spiegazione per un comportamento da più parti considerato sproporzionato rispetto all’entità del gesto compiuto dagli attivisti.

“Palazzo Zanca è da sempre l’obiettivo più importante delle manifestazioni di lavoratori che quotidianamente percorrono le vie di Messina – riflette Gino Sturniolo, della Rete Noponte. Spesso gli agenti in servizio d’ordine chiudono un occhio sulle forme di protesta, anche eclatanti. Facendo però eccezione quando si tratta di soggetti che portano in piazza rivendicazioni più mature e di carattere generale. Colpisce la sproporzione fra il gesto tutto sommato innocuo, lo srotolare uno striscione, e la reazione degli agenti – prosegue Sturniolo. Forse è segno della volontà di intimidire chi potrebbe alzare il livello politico del conflitto?”.

Gli attivisti dei movimenti percepiscono dunque una chiusura pregiudiziale da parte di alcuni soggetti che, invece , avrebbero il compito di garantire il diritto dei cittadini a dissentire e manifestare. Un clima negativo di cui risentono anche gli studenti. “Ma il Comune non dovrebbe essere la casa di tutti?” chiede un rappresentante del liceo La Farina. TONINO CAFEO – http://messina.sicilians.it/2012/11/14/i-vigili-gli-striscioni-e-gli-studenti/

Ponte di Messina, parte la battaglia di Eurolink contro il decreto legge. Il general contractor comunica al committente il recesso al contratto, non accettando dunque la revisione imposta dal Dl

Si annunciano dure le trattative per la revisione del contratto con Eurolink per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, previste dal decreto legge 2 novembre 2012, n. 187 . Il general contractor, guidato da Impregilo, «a seguito dell’emanazione di tale decreto», ha inviato nei giorni scorsi al committente Stretto di Messina Spa la «comunicazione di recesso» al contratto (firmato nel 2005), «anche a tutela – si aggiunge – della posizione di tutti i partners, italiani e stranieri, presenti nella compagine». La novità emerge all’interno del comunicato sulla trimestrale diffuso ieri da Impregilo. «Ciò nondimeno – si legge ancora – tenuto conto dell’interesse preminente alla realizzazione dell’opera, il Contraente ha altresì comunicato la disponibilità a rivedere la propria posizione qualora il Committente manifestasse concretamente la volontà di realizzare il progetto». La mossa di Impregilo ha tutta l’aria di essere una specie di avvertimento, sia al Governo che al Parlamento: un bel pugno sferrato sul tavolo in vista dell’apertura delle trattative per l’atto aggiuntivo (che in base al Dl dovrà essere firmato entro il 1° marzo 2013, pena la “caducazione ex lege” del contratto senza alcuna pretesa di risarcimento danni, e solo il pagamento degli oneri per la progettazione più un 10% a titolo di indennizzo. Nell’atto aggiuntivo, sempre in base al decreto legge, Eurolink dovrebbe accettare proprio il meccanismo della caducazione ex lege, che scatterebbe anche se il Cipe, entro 60 giorni dopo la firma, non valuterà il progetto definitivo tecnicamente fattibile, o ancora se entro 540 giorni successivi la società Stretto di Messina (la Spa pubblica committente dell’opera) non troverà un soggetto finanziatore (banche, project bond, equity) in seguito ad un road show finanziario. Nel mirino di Eurolink sembra esserci proprio questa “caducazione automatica” in caso di mancato raggiungimento di una delle tre tappe previste dal decreto. Proprio questo non poter avanzare alcuna pretesa risarcitoria è stato ritenuto lesivo di dirtti riconosciuti da un cntratto vigente. E come noto il tema della modifica per legge di contratti vigente è molto controverso, si pose ad esempio per le modifiche che l’allora Ministro Di Pietro voleva alle convenzioni autostradali (e dovette poi fare marcia indietro) e per i contratti Tav che i governi di centro-sinistra due volte revocarono (e furono poi rimessi in piedi). Il decreto legge 179, fra l’alro, dice anche che a far data dalla sua emanazione, e fino all’approvazione del progetto definitivo con piano finanziario entro due anni), «tutti gli effetti dei contratti stipulati dalla Società Stretto di Messina S.p.A. con il Contraente generale e gli altri soggetti affidatari ….. sono sospesi e per il periodo di sospensione non potranno essere avanzate dai contraenti pretese risarcitorie o di altra natura a nessun titolo». Si tratta dunque di una partita a scacchi, dove dopo il Governo ora si è mosso Impregilo, con una dichiarazione di difesa della validità del contratto e dunque della sua possibilità di chiedere risarcimenti danni in caso di recesso unilaterale da parte del governo (come chiesero i concessionari Tav), dicendosi al tempo stessa pronta «a rivedere la propria posizione qualora il Committente manifestasse concretamente la volontà di realizzare il progetto». La mossa di Eurolink potrebbe essere rivolta anche al Parlamento, a cui spetta convertire o eventualmente modificare il decreto legge del Governo. O anche, … lasciarlo decadere senza convertirlo, rinviando tutta la partita al prossimo esecutivo.

MODIFICHE AL DDL STABILITA’
Intanto nel Ddl Stabilità 2013 è stato esplicitato che lo stanziamento di 300 milioni (alzato a 310) destinato dall’articolo 8 c. 8 al Fondo per lo sviluppo e la coesione per «oneri derivanti da transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale», è dedicato al Ponte sullo Stretto di Messina, e in particolare all’attuazione del decreto legge che ridefinisce i rapporti contrattuali con la società dell’Anas. È stato un emendamento dei relatori, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), approvato dalla commissione Bilancio della Camera, a rivedere la norma, prima genericamente rivolta agli oneri derivanti dalle transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale. Lo stesso emendamento riduce lo stanziamento diretto da 300 a 260 milioni, recuperando però altri 50 milioni dalle revoche di finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture strategiche (in tutto si arriva così a 310 milioni). Il Consiglio dei Ministri aveva pensato (ma non inserito nel decreto legge) di utilizzare questi fondi per opere complementari legate a collegamenti strdali al porto di Messina, ma nulla toglie, in base alla norma del Ddl Stabiltà, possano essere utilizzati per chiudere il contratto con Eurolink pagando oneri transattivi (sempreché bastino….).

IMPREGILO, I DATI DELLA TERZA TRIMESTRALE 2012
Nei primi nove mesi dell’anno Impregilo ha registrato una perdita di 21,6 milioni contro un utile di 58,7 milioni dello stesso periodo del 2011. I ricavi sono in crescita del 26% a 1.917 milioni. Pesano sempre le revisioni nel comparto delle costruzioni, che già avevano portato in perdita i conti del primo semestre. Non ancora contabilizzata l’intera vendita di Ecorodovias per quasi 800 milioni. Per l’intero esercizio 2012 su base consolidata, Impregilo comunque prevede che «si possa evidenziare un incremento del volume di affari e una redditività operativa (return on sales) positiva prima degli effetti di natura non ricorrente» derivanti dalla cessione di Ecorodovias, anche perchè «la struttura finanziaria e il portafoglio ordini evidenziati alla fine dei primi nove mesi del 2012 si sono mantenuti equilibrati e costituiscono fattori di stabilità per lo sviluppo industriale nel corrente esercizio», afferma il general contractor. La posizione finanziaria netta consolidata al 30 settembre 2012 ha registrato rispetto al dato al 31 dicembre 2011 un miglioramento (449 milioni contro 527) anche se «il beneficio finanziario conseguente all’incasso degli indennizzi relativi al termovalorizzatore di Acerra, pari a 355 milioni, è stato negativamente condizionato dall’impegno derivante dall’acquisizione del gruppo Tecondi da parte di Ecorodovias» e dalla distribuzione di 36,6 milioni di dividendi effettuata dalla capogruppo. Il portafoglio complessivo del gruppo ammonta a 24,5 miliardi di cui 12,5 nei settori costruzioni e impianti e 12 relativi al portafoglio a vita interà del settore concessioni. Nei primi nove mesi dell’anno il risultato operativo consolidato (Ebit) è positivo per 69,9 milioni contro i 122,5 milioni dello stesso periodo 2011 con un’incidenza complessiva sui ricavi (return on sales) del 3,6% rispetto al precedente 8,1%. Le incertezze sul mercato sudamericano e soprattutto nella commessa del Canale di Panama che appesantiscono i conti di Impregilo sono le stesse già considerate nella relazione semestrale e che influenzano «negativamente la redditività operativa del gruppo, che ha conseguentemente evidenziato risultati inferiori alle attese», ricorda Impregilo. di Alessandro Arona – http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/infrastrutture24/2012-11-14/ponte-messina-parte-battaglia-114127.php?uuid=AbpSOo2G

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Il treno del ferro


Voci nel fango