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"Cara di Mineo emergenza di Stato". Lo ha affermato il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, secondo cui occorre un potenziamento delle forze di polizia


"Il Cara di Mineo è un'emergenza di Stato. L'ho detto in tutte le salse. E' necessario il potenziamento delle forze di polizia. E' necessario che le istituzioni prendano atto di una realtà su cui va posta attenzione e risolta. Il centro non può ospitare 3mila persone, perché sono ingestibili". Lo ha affermato il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, incontrando i giornalisti in conferenza stampa, per fare il punto sulle indagini sull'omicidio de...
MESSINA. Migranti: in 838 arrivati al molo Marconi. Si tratta del ventunesimo sbarco dell’anno nella nostra città, dove, da aprile ad oggi, si è registrato l’arrivo di quasi 8mila migranti




Ennesimo arrivo di migranti al porto di Messina. Il pattigliatore Cp 940 Dattilo della Guardia Costiera Ă...
MESSINA: Giro di vite su locali e discoteche. 8 buttafuori finiscono nei guai


Sono stati diversi locali e note discoteche della riviera nord a finire nel mirino dei controlli effettuati dalla Squadra Amministrativa della Polizia di Messina. Otto in tutto i buttafuori finiti nei guai perché ritrovati senza il titolo previsto né iscritti nell’apposito elenco prefettizio, mentre per i titolari delle discoteche sono scattate le sanzioni per aver impiegato personale non in regola con la normativa. Circa 55mila euro l’ammontare dei...

 

MESSINA, L'INCHIESTA SUL CAS: IL GIUDICE DEL LAVORO RESPINGE LA RIAMMISSIONE IN SERVIZIO DEL DIPENDENTE AGOSTINO BERNAVA

IL GIUDICE DEL LAVORO HA RESPINTO LA RICHIESTA DI RIAMMISSIONE IN SERVIZIO DEL DIPENDENTE AGOSTINO BERNAVA, FRATELLO DEL SINDACALISTA DELLA CISL MAURIZIO, IN MOBILITA' DALLA PROVINCIA DAL 2009 E SOSPESO DAL CAS PERCHE' COINVOLTO IN UNA INCHIESTA GIUDIZIARIA. DA CENTONOVE DEL 27-08-15...
L'INCHIESTA SULLE TANGENTI AL CAS: REINTEGRO, IL GIUDICE DICE NO AL DIRIGENTE FRISONE



IL GIUDICE DEL LAVORO HA RIGETTATO LA RICHIESTA DEL DIRIGENTE DEL CAS, LELIO FRISONE, DI ESSERE RIMESSO IN S...
MASSONERIA, INDAGATO DALLA PROCURA DI AGRIGENTO COMMERCIALISTA DI MESSINA



A MESSINA A TENERE I RAPPORTI, SECONDO LE R...

Omicidio a Milazzo, arrestato un bengalese. L’uomo lo uccise con 15 coltellate per impossessarsi dl portafogli contenente quasi 800 euro

Uccise senza pietà l’amico connazionale per portargli via 775 euro che custodiva nel portafogli. 15 coltellate al collo per eliminarlo ed evitare che potesse parlare. Poi la fuga ed oggi l’arresto con la pesante accusa di omicidio volontario di Babul Miah, 37 anni. E’ lui il responsabile dell’omicidio di Alì Tai, 34enne venditore di collanine e chincaglierie. Miah era stato indagato già il giorno successivo, I sospetti degli investigatori si concentrarono su di lui ma ad incastrarlo ora sono i risultati delle perizie effettuate dai Ris. Su un sandalo indossato da Miah, il giorno seguente al delitto, sono state trovate tracce di sangue misto dei due connazionali. Una conferma che oggi ha fatto scattare l’arresto. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile Miah sapeva che il connazionale quel giorno aveva in tasca l’ingente somma di denaro. Lo convinse ad accettare un passaggio in moto, circostanza confermata da alcuni testimoni. Quella sera i due raggiunsero via Ruotolo, una scalinata della strada panoramica che conduce in una caletta. Qui Miah, estrasse un’arma di taglio e cominciò a colpire ripetutamente Alì Taj. Quindi s’impossessò del portafogli della vittima e fuggì in moto. Il cadavere fu scoperto la mattina seguente da un passante. Già dopo le prime indagini alcuni testimoni raccontarono di aver visto insieme i due connazionali. Miah fu subito indagato per omicidio. Ora le risultanze degli esami del Ris hanno fatto scattare il provvedimento d’arresto firmato dal gip di Barcellona Anna Adamo su richiesta del procuratore facente funzioni Francesco Massara e del sostituto Giorgio Nicola.

Messina, 50 enne vince 2 milioni di euro con “Vegas Casinò”

A Messina un cinquantenne ha vinto due milioni di euro grattato il numero 42 del “Vegas Casinò”. Il tagliando è stato acquistato nel punto vendita di Andrea Bisazza, in via Centonze 85. Il gioco, che propone anche vincite da 30 mila euro, è stato lanciato lo scorso 31 dicembre e non aveva mai registrato una vincita così alta. “Molti, da noi, hanno vinto con i Gratta e Vinci, ma un premio da 2 milioni di euro non ce l’aspettavamo proprio”.

MESSINA, LE FOTO: RENATO ACCORINTI PIANTA L’ALBERO DOVE IL COMUNE AVEVA ASFALTATO. PROTESTA CIVILE DELL’AMBIENTALISTA

Accorinti è tornato sul Corso Cavour. Stavolta non da solo ma accompagnato da una ventina di “fedelissimi”. E, senza paura per eventuali conseguenze giudiziarie, il candidato sindaco della lista “Ripartiamo dal basso”, sostenuto dai ragazzi del gruppo, ha ripreso a smantellare l’asfalto di fronte Palazzo dei Leoni dove dovevano trovare posto, come a poca distanza, degli alberelli. E un alberello l’ha collocato proprio il pacifista, dando tempo al Comune, entro il primo marzo prossimo, di posizionare del Verde lungo la strada o altrimenti l’iniziativa proseguirĂ . «Gli alberi hanno un costo minore dell’asfalto — ha detto Accorinti —. Quello che vedete lo ha regalato la Forestale. Il Comune ha commesso una cosa abominevole, cosa insegniamo ai nostri ragazzi? Quale educazione danno gli amministratori che ordinano queste cose? Questa è illegalitĂ ! La Procura dovrebbe intervenire. Abbiamo letto la replica del Comune che parla di una migliore circolazione stradale ma stanno scherzando forse, comunque siamo rispettosi, collochiamo un solo alberello ma daremo tempo fino al primo marzo o torneremo con piccone e scalpello». @Acaffo – da normanno.com

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

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Messina, sequestrati arsenale armi e 17 Kg di droga

La droga sequestrata stamani dalla polizia a Messina 15 chili e 684 grammi di eroina e 1,2 chili di cocaina sono stati trovati sepolti sotto mezzo metro di sabbia nel villaggio di Acqualadroni, a Messina. Ben nascoste in un bidone per la conservazione delle olive, gli agenti hanno anche trovato 3 pistole a tamburo, 2 semiautomatiche, una mitraglietta ‘Walter’ calibro 9 e circa duemila cartucce di vario calibro.

Gli investigatori avevano notato in precedenti sequestri di droga della sabbia all’interno delle buste e questo aveva fatto ipotizzare che parte della sostanza stupefacente fosse conservata in spiaggia. Durante delle perquisizioni si è scoperto che uno degli indagati aveva una casa nel villaggio di Acqualadroni. Un particolare collega poi l’odierno sequestro con quello eseguito il 14 gennaio scorso nel rione di Mangialupi: le buste contenenti le armi avevano la stessa dicitura ‘magic vac’ del sequestro di oggi. Un trattore ritrovato sul posto veniva utilizzato per spostare la sabbia. Si ipotizza che la droga e le armi siano del clan Mangialupi e la droga sia arrivata dalla ‘ndrangheta. ”Si tratta – ha detto il Questore di Messina Carmelo Gugliotta – del piĂą ingente sequestro di eroina effettuato a Messina, e la vendita della sostanza stupefacente avrebbe portato guadagni per centinaia di migliaia di euro. E’ possibile che questa droga sia arrivata dalle ‘ndrine calabresi”.

Messina: Arrestato dai Carabinieri un terzo responsabile per il tentato omicidio commesso il 10 febbraio 2012 a Spadafora dove rimase ucciso il messinese Domenico SANTAPAOLA

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, ed in particolare quelli del Nucleo Investigativo, al termine di serrate e complesse indagini, nella serata di ieri hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale Messina, DI BLASI Lorenzo, nato a Messina cl. 1991, già noto alle Forze dell’Ordine, poiché ritenuto responsabile in concorso del tentato omicidio dello scorso 10 febbraio 2012, avvenuto in Spadafora (ME) dove rimase ucciso il messinese SANTAPAOLA Domenico. Come si ricorderà le indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, scattarono la sera del 10 febbraio u.s., quando nella via Acquavena di Spadafora, in pieno centro abitato, alcune persone tentarono di uccidere la guardia particolare giurata GIORGIANNI Francesco e, a seguito della risposta al fuoco di quest’ultimo, come si ricorderà, rimase colpito mortalmente il giovane messinese SANTAPAOLA Domenico. I Carabinieri del Nucleo Investigativo, della Stazione di Spadafora e della Compagnia di Milazzo, attraverso complessi e prolungati accertamenti, erano risaliti all’identità di due dei presunti attentatori, nei confronti dei quali la Procura della Repubblica di Messina, aveva emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto. I primi a finire nella rete degli investigatori erano due messinesi, poco più che trentenni, VERDURA Rosario, nato a Messina cl. 1980, ma residente a Venetico (ME), con precedenti di polizia e CARDIA Antonino, nato a Messina cl. 1982, ma residente a Torregrotta (ME), imprenditore, già noto alle Forze dell’Ordine, i quali lo scorso 26 luglio 2012 erano stati raggiunti da un provvedimento di fermo indiziato di delitto. In quella circostanza, le indagini, avviate nella notte del 10 febbraio u.s., avevano permesso di appurare che il CARDIA Antonino avrebbe portato il gruppo di fuoco con la propria auto sino al luogo del delitto, ove VERDURA Rosario e SANTAPAOLA Domenico, unitamente ad altri soggetti, sarebbero scesi dal mezzo condotto dal CARDIA Antonino per poi dirigersi, allo scopo di ucciderle, verso le due vittime designate, esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo di GIORGIANNI Francesco e del fratello GIORGIANNI Davide. L’agguato omicida, tuttavia, non aveva sortito gli effetti sperati, tanto che una delle vittime, GIORGIANNI Francesco, Guardia Particolare Giurata, avendo con se la pistola in dotazione, aveva risposto prontamente al fuoco, colpendo mortalmente SANTAPAOLA Domenico. Il proseguo delle indagini, condotte dai Carabinieri con il rilevante e qualificato supporto del R.I.S. (Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche) di Messina, hanno consentito di individuare ulteriori elementi da cui sono emersi inconfutabili elementi di responsabilità nei confronti di DI BLASI Lorenzo.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, ed in particolare dai Carabinieri del RIS di Messina, che hanno estrapolato reperti biologici riconducibili al citato DI BLASI Lorenzo, quest’ultimo si sarebbe trovato a bordo dell’autovettura condotta dal CARDIA Antonino, sulla quale viaggiavano altresì VERDURA Rosario e SANTAPAOLA Domenico, i quali avrebbero esploso dei colpi di arma da fuoco nei confronti dei fratelli GIORGIANNI. Ieri sera pertanto, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, si sono presentati presso l’abitazione del DI BLASI Lorenzo, a cui è stato notificato il provvedimento cautelare. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva ristretto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.

MESSINA: Donna muore al Piemonte, procura apre inchiesta

Ricoverata all’ospedale Piemonte per una frattura del collo del femore è morta tre giorni dopo stroncata probabilmente da un problema cardiaco che non le è stato diagnosticato dai medici. E’ quanto hanno indicato in una denuncia presentata in Procura i figli della 81enne Rosaria Orioles morta domenica mattina in ospedale. I congiunti, assistiti dall’avvocato Nino Cacia, chiedono che si faccia luce su un decesso che attribuiscono a negligenza dei sanitari che non avrebbero adeguatamente assistito la donna. Il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo ha aperto un’inchiesta ed ha iscritto sul registro degli indagati quattro medici del Piemonte. La signora Orioles era stata ricoverata il 31 gennaio nel reparto di Ortopedia e sottoposta nel reparto di Chirurgia ad intervento a detta dei medici perfettamente riuscito. Alle 3 e mezzo, però, la donna ha telefonata alla figlia chiedendo aiuto perché si sentiva male. Accusava tachicardia, forti dolori alla stomaco, al petto, alle spalle ed alle braccia e probabilmente aveva un infarto in corso. La figlia giunta in ospedale ha chiesto l’intervento di un infermiere che le ha somministrato una fiala contro il senso di nausea. Poi un medico l’ha visitata ed ha sostenuto che i dolori erano dovuti al decorso post operatorio e non c’era da preoccuparsi. Il medico, secondo quanto indicato nella denuncia, fra l’altro, dopo la visita non ha disposto alcun tipo di esame. Le condizioni della donna durante la notte sono progressivamente peggiorate. Quando è stata visitata una cardiologa e il medico di guardia di anestesia hanno riscontrato un repentino decadimento fisico della paziente. Hanno quindi disposto un monitoraggio cardiaco e la somministrazione di ossigeno. La paziente è stata incubata e le è stato praticato il massaggio cardiaco ma alle 7,50 del mattino il suo cuore ha cessato di battere. Oggi il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo ha disposto l’autopsia per accertare sia le cause della morte della 81enne sia eventuali responsabilità da parte dei medici.

MESSINA, LA POLITICA CHE SI FA AZIONE: La battaglia di Accorinti contro la colata d’asfalto che uccide il verde

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

Negli anni ’60 Rita Pavone cantava “Datemi un martello” per darlo in testa alla smorfiosa che le stava rovinando la festa, oggi a prendere un martello per rovinare la politica del cemento è stato Renato Accorinti, che armato di “mazzotta” ha provato a riportare uno spicchio di verde nel centro città. O meglio, ha eliminato l’asfalto appena messo là dove invece, originariamente, doveva esserci l’aiuola per gli alberi. Poco dopo le 11.30 il neo candidato sindaco passeggiando per il corso Cavour all’altezza di Piazza Antonello si è accorto che là dove c’erano i tracciati delle aiuole per poter piantare gli alberelli adesso c’era una colata di cemento ancora fresca. Stesse macchie d’asfalto lucido lungo tutto il percorso fino all’altezza del Teatro Vittorio Emanuele.

“Qui a Messina stanno attenti e vanno a cercare il pelo nell’uovo appena ti muovi, cercano l’illegalità tra gli occupanti del Pinelli e poi vengono qui a rovinare il futuro dei nostri figli- dichiara mentre inginocchiato spacca pezzo per pezzo l’asfalto- queste sono le vere follie, togliere il verde per fare spazio al cemento”.

Rischia sicuramente una denuncia ma per chi ha fatto lo sciopero della fame per l’archivio storico, per chi è salito sul pilone di Torre Faro per dire no al Ponte, per chi ha fatto ogni sorta di protesta per “le piccole cose quotidiane” che ti cambiano la vita, non sarà la denuncia che può fermarlo.

“Domani sarò di nuovo qui e al posto dell’asfalto pianterò un alberello, anzi invito tutti i messinesi che hanno a cuore la città ed il destino dell’aria che respiriamo, della qualità della vita a venire qui e portare una piantina e a fare come me”.

Il suo movimento del resto si chiama “Cambiamo dal basso”, e dal basso si inizia anche così, appollaiati sul marciapiede per far tornare in vita l’aiuola soffocata dall’asfalto. Domani alle 11, appuntamento a Palazzo dei Leoni, armati di vanga, semi, piantine, guanti da giardinaggio e pollice verde……

I passanti oggi vedendo quella figura armata di mazzotta distruggere il cemento lo avranno preso per pazzo, ma Renato Accorinti ci è abituato. Forse, il giorno in cui accanto a lui saranno in tanti a fare questi stessi gesti comprenderemo che amare la propria città anche a costo di fare “cose strane”, è l’unica follia che val la pena di fare.

Intanto il Comune ha diramato una nota: L’ufficio manutenzioni strade del Comune ha precisato che l’intervento è stato attuato per la sicurezza della circolazione stradale. Non si è registrata alcuna rimozione di alberi ma si è solo dovuta effettuare una provvisoria copertura bituminosa per evitare creazione di buche, in carenza di necessarie risorse finanziarie alla piantumazione di nuovi alberi negli spazi privi. La provvisoria copertura sarĂ  rimossa appena disponibili i fondi di bilancio che permetteranno il completamento di quanto previsto nell’intervento progettuale. Rosaria Brancato – tempostretto.it

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Il treno del ferro


Voci nel fango