La vicenda è quella dei rilievi mossi dall’Anac nell’ormai lontano aprile del 2022 per la gestione degli appalti, delle forniture e dei servizi per l’ateneo peloritano. L'Università di Messina, assistita dall'Avvocatura dello Stato, è parte civile nel procedimento
Due degli imprenditori coinvolti, Olivo e Renna, hanno patteggiato la pena di 10 mesi e 600 euro di multa, mentre tutti gli altri imputati che hanno scelto il rito ordinario sono stati anche rinviati a giudizio alla stessa data. Nella richiesta di rinvio a giudizio siglata a suo tempo dalla procuratrice aggiunta Rosa Raffa, che ha coordinato l'intera inchiesta insieme alla sostituta Francesca Bonanzinga, l’accusa ipotizza a vario titolo per gli otto imputati i reati di turbativa d’asta in concorso e falso del pubblico ufficiale.
Oltre all’ex rettore di Messina Salvatore Cuzzocrea e all'ex direttore generale dell’ateneo Francesco Bonanno, sono coinvolti anche sei imprenditori, ovvero i titolari delle ditte che eseguirono lavori, in qualche caso ancora in corso, ed effettuarono forniture per l’ateneo. Si tratta del catanese Daniele Renna, del goriziano Raffaele Olivo, del palermitano Giuseppe Cianciolo, di Santo Franco originario di Gangi nel Palermitano, di Michelangelo Geraci originario di Mussomeli in provincia di Caltanissetta, e infine dell’ex sindaca di Brolo Rosaria Irene Ricciardello.
Sono stati assistiti in udienza dagli avvocati Elena Florio, Giorgio Perroni di Roma, Alberto Gullino, Serena Cantale Aeo di Catania, Gianluca Fantini di Venezia, Girolamo D’Azzò di Palermo, Marcello Montalbano di Palermo, Pasquale Contorno di Palermo e Nino Favazzo.
L’inchiesta si occupa di cinque «affidamenti diretti»: l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dell’ateneo, per 10 milioni di euro; i lavori di restauro conservativo dei prospetti e la riqualificazione del patrimonio immobiliare universitario, per quasi 8 milioni di euro; la riconversione a residenze universitarie di un padiglione del Policlinico, per oltre 9 milioni; la fornitura di arredi al Dicam, per 400mila euro; e infine la risistemazione dell’ex Hotel Riviera a residenza per gli studenti, per quasi 8 milioni e mezzo.
Lo scorso novembre la Procura ha chiesto invece una proroga di sei mesi per l’altra indagine, nata dalle denuce del sindacalista della Gilda e membro del Senato accademico Paolo Todaro, sui rimborsi per oltre due milioni di euro intascati da Cuzzocrea tra il 2029 e il 2023. Ad agosto, però, l’inchiesta in corso non aveva impedito alla ministra Anna Maria Bernini di nominarlo consulente a titolo gratuito “per i processi per la qualità della didattica e del reclutamento universitario” per il ministero dell’Università, che è poi di fatto organo di controllo dello stesso ateneo parte civile nel processo. Poco più di due mesi dopo, ecco il suo nome anche nella delibera di nomina dei membri della Commissione per le valutazioni d’impatto ambientale (la cosiddetta Commissione Via-Vas) firmata dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Per questo il deputato di Avs Angelo Bonelli annuncia un’interrogazione parlamentare “per chiedere al governo se ritenga opportuno mantenere Salvatore Cuzzocrea nell’incarico di consulente della ministra Bernini e come componente della commissione Via nazionale. Ritengo inopportuno”, accusa Bonelli, “che chi è coinvolto in un’inchiesta di questa portata continui a ricoprire incarichi di rilievo nelle istituzioni pubbliche esprimendo pareri su progetti di infrastrutture e sulle politiche del ministero della Ricerca e dell’università”.