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BARCELLONA P. G.: Crac Igea Virtus, nessun colpevole. «La squadra non era più tra i professionisti quando arrivarono gli ispettori»

I giudici della sezione civile del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, presidente Michele Galluccio, hanno dichiarato inammissibile il ricorso della Federazione italiana giuoco calcio, che chiedeva i necessari provvedimenti “per gravi irregolarità” nei confronti degli amministratori e dei sindaci pro tempore della società Igea Virtus Barcellona srl, che fino al campionato 2009-2010 militava nella seconda divisione della Lega professionisti. Un’ispezione – come si legge nel ricorso presentato al Tribunale – avrebbe riscontrato nella bozza del bilancio di esercizio relativo al 2009 “gravi irregolarità” con ratei attivi e crediti che, secondo gli ispettori della Figc, sarebbero stati “insistenti” e “senza alcuna documentazione di supporto”. La decisione del Tribunale, che ha respinto la richiesta dei provvedimenti, è motivata con il fatto che la “Fc Igea Virtus Barcellona srl” non si era più iscritta al campionato professionisti e per questo è «venuta meno nelle more del giudizio – scrivono i giudici – la funzione di controllo» tecnico-amministrativo esercitato dalla Federazione che aveva inviato due ispettori i quali evidenziarono «gravi irregolarità poste in essere dall’amministratore unico della srl» nella compilazione del bilancio del 2009. Il ricorso al Tribunale da parte del presidente della Figc Giancarlo Abete era stato presentato il 2 febbraio del 2010 ai sensi dell’art. 2.409 del codice civile che, con il dl 2004 n. 37 attribuisce alle federazioni sportive il «potere di denuncia qualora vi sia il sospetto di gravi irregolarità nell’adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci delle società affiliate». Il Tribunale ha invece rilevato la mancata «legittimazione attiva al giudizio» che «deve necessariamente sussistere al momento della decisione». La società non è più soggetta al controllo della Federazione e per questo il ricorso è stato respinto. Se fosse stato accolto quando ancora il sodalizio militava nella Lega professionisti avrebbe potuto comportare la sospensione dalle cariche societarie di amministratori e revisori di bilancio e la nomina di un amministratore giudiziario. Gli ispettori avevano rilevato l’esistenza nel bilancio del 2009 di «ratei attivi asseritamente dovuti dalla Lega pro nella misura di 250.585 euro per la stagione 2008-2009 che non trovano riscontro in alcun estratto conto della stessa Lega e quindi devono intendersi come una apposizione attiva inesistente». Altro rilievo riguarda un credito residuo vantato nei confronti della Regione siciliana di 82.710 euro per la stagione 2008, credito che «non risultava registrato e apparso in contabilità senza alcuna documentazione di supporto». Sotto la lente, poi, un vecchio credito mai riscosso per lo sponsor tecnico di oltre 62 mila euro, indicato in bilancio e per il quale non risultava alcuna azione di recupero. Altri e più complessi rilievi interessavano il conto soci sul futuro aumento di capitale «ridotto illegittimamente di 120 mila euro» per compensazione con un credito vantato dal socio di maggioranza. A sostenere che la Figc non poteva più esercitare la richiesta ai sensi dell’art. 2409 del codice civile, è stato l’avv. Francesco Aurelio Chillemi, il quale difendeva i tre componenti dimissionari del collegio dei revisori, Salvatore Alessandro Trasacco, Domenico Imbesi e Sebastiano La Rosa. Contro la richiesta della Figc, ma con motivazioni diverse ritenendosi estranei alla gestione societaria precedente, avevano resistito l’amministratore unico Fabrizio Rendina di Roma, difeso dall’avv. Pietro Madonia, e Gabriella Gentile di Messina che solo per un breve periodo aveva ricoperto la stessa carica, difesi dai legali Antonino e Simona Dalmazio. La Federazione invece è stata assistita dagli avvocati Corrado e Mara Correnti. Sulla vicenda delle presunte irregolarità di bilancio, avvenute in una fase delicata del passaggio di proprietà della squadra, già due anni fa gli amministratori dell’epoca avevano «deliberato di intraprendere formale azione di responsabilità davanti agli organi giudiziari, nei confronti delle precedenti gestioni per le irregolarità contabili societarie come emerse e oggetto di procedura, attualmente pendente presso il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto». Le intenzioni rimasero solo sulla carta e nessuna azione è stata intrapresa, la vecchia squadra nel frattempo è scomparsa dal campionato professionisti. LEONARDO ORLANDO – GDS